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Lamezia Terme – Al via la campagna di “donazione modale” partita dall’Amministrazione Comunale, per dare la possibilità di finanziare l'aumento del capitale sociale della Sacal S.p.a, fissato a 1.067.751, 28 euro. I particolari sono stati spiegati nel corso di una conferenza stampa nella sala Napolitano, durante la quale è stato evidenziato che non si tratta di “azionariato popolare”, poiché non contemplato nello statuto della società che gestisce lo scalo aeroportuale lametino, quanto piuttosto di semplici donazioni che, liberamente, i cittadini di Lamezia Terme vorranno versare nelle casse comunali per “aiutare” l’Ente a mantenere il 20,70%, attuale quota di maggioranza nella Sacal Spa. Se non fosse stato sottoscritto il capitale sociale, infatti, si determinerebbe “la riduzione della partecipazione societaria del Comune di Lamezia Terme con l’inevitabile e proporzionale compressione della capacità dell’Ente di incidere in maniera determinante sulle dinamiche gestionali della Società”. A pesare sulle spalle dell’Ente sono le difficoltà economiche in cui versa e quindi si punta sulla “bontà” dei cittadini che vorranno investire nell’aeroporto lametino. La mozione, poi approvata nel Consiglio Comunale del 19 ottobre scorso con successiva delibera di Giunta del 4 dicembre, fu proposta dal consigliere di minoranza Mimmo Gianturco che però avanzava la possibilità dell’azionariato popolare, non condivisibile per questioni prettamente normative e statutarie perché, come ha spiegato il vicesindaco Francesco Caglioti, “lo statuto della Sacal è molto chiaro e prevede che nel momento in cui si stabilisce l’aumento del capitale sociale, è previsto un diritto di opzione din favore dei soci.

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Nel momento in cui i soci non dovessereo esercitare questo diritto di opzione c’è un diritto di prelazione in favore di altri soci della società” che avranno la possibilità di acquistare le quote societarie ma ad un prezzo maggiorato come proposto dal Comune di Lamezia Terme nel cda Sacal e che “all’esito di questo procedimento, le quote residue potranno essere messe sul libero mercato, con una gara pubblica ad un prezzo ancora maggiorato”. Su questo punto il vicesindaco ha chiarito che “il diritto di opzione non è illimitato, ma è limitato alla percentuale di quota che ogni socio possiede”. Caglioti specifica poi che questa sarebbe una “norma antiscalata che esclude i pericoli di una possibile scalata autonoma da parte di soci privati”. In realtà la norma prevede che ogni socio può raddoppiare la propria quota e questo potrebbe, invece, effettivamente comportare una scalata da parte di privati come ad esempio Aeroporti di Roma, titolare del 16% circa, e di Banca Carime, titolare del 10,460% che, quindi, potrebbero arrivare o, addirittura, superare la percentuale del Comune di Lamezia.  Il sindaco Paolo Mascaro ha parlato del “problema del mantenimento del 20,70% della quota affinchè non andasse in mano ai privati” e su questo ha specificato che “si tratta di fare un piccolo sforzo collettivo. Nessuno chiede di togliere qualcosa alla propria famiglia per fare la donazione modale. Si chiede di fare una piccola presa di coscienza e responsabilità per evitare di ridurre la percentuale delle quote di maggioranza. Questo è un Ente – ha concluso - che sta cercando continuamente di riemergere”.

Le modalità della ricapitalizzazione sono state poi ulteriormente sviscerate dal consigliere Luigi Muraca di Lamezia Unita che, pur non presente al momento della votazione ad ottobre in Consiglio, ha sottolineato quello che ritiene “l’importante risultato raggiunto dal comune di Lamezia nell’assemblea dei soci del 18 dicembre scorso, quando ha raggiunto l’importante obiettivo di versare entro il 30 ottobre il 25% della ricapitalizzazione, quindi 250mila euro circa, a fronte del milione che, invece, si sarebbe dovuto versare entro un mese”. Un risultato che Muraca ha apprezzato anche se ha poi specificato che “la donazione modale non deve essere interpretata come unica ancora finanziaria ma devono essere ricercate, compatibilmente con la situazione di pre dissesto, nel bilancio di previsione 2016, le risorse economiche necessarie”. Tre sono, infatti, le fasi del versamento per la ricapitalizzazione: la prima scadenza entro il 30 ottobre prossimo, il secondo 25% entro il 31 dicembre 2017, e l’altro entro il 30 giugno 2018. Solo dopo quella data si potrà pensare allo step successivo e, quindi, alla vendita delle quote societarie ad un prezzo maggiorato.

C.S.

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