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Lamezia Terme – Il consigliere comunale Francesco Ruberto ha presentato una mozione, che vede come cofirmatari anche altri consiglieri comunali, “per contrastare il degrado urbano e adottare misure anti-accattonaggio”. “E’ un tema – spiega Ruberto - avvertito dall’opinione pubblica lametina che chiede interventi mirati da forze dell’ordine e istituzioni. Al pari dei lodevoli obiettivi prefissati e perseguiti dal Sindaco in tema di riqualificazione del verde pubblico, decoro urbano, battaglie alle affissioni selvagge e all’abbandono di rifiuti anche il contrasto all’accattonaggio diventa uno strumento per rendere più vivibile la città”.

Ruberto fa riferimento alla presenza di mendicanti nei luoghi frequentati dai lametini, “un fenomeno – afferma - che preoccupa perché quand’anche lo si faccia per bisogno personale non è più tollerabile recarsi in uffici, esercizi commerciali e luoghi di culto affiancati da soggetti che implorano aiuto economico”. “Spesso l’accattonaggio – aggiunge - agevola la commissione di atti delinquenziali come borseggi e scippi. La mozione che sarà portata all’attenzione del Consiglio comunale impegna il Sindaco a emettere apposite ordinanze contro accattonaggio molesto e mendicità invasiva per salvaguardare la sicurezza dei cittadini ed evitare l'attività ignobile di sfruttamento di minori, disabili e animali”.

Il consigliere comunale specifica, però, che con questa mozione “non si vuole colpire tutti, perché in alcuni casi alla sofferenza e alla disperazione devono corrispondere atti di generosità ma bisogna evitare alla città un fenomeno che si sta espandendo e che potrebbe causare eventi poco piacevoli”. L’intenzione di RUberto è quella di far stabilire, da parte dell’Amministrazione Comunale, delle regole “di pacifica convivenza e così dimostrerà massima attenzione per sicurezza e vivere civile affinché ogni aspetto sociale venga gestito con serietà, solidarietà ma anche con determinazione per opporsi a forme di illegalità e delinquenza comune con le quali Lamezia non vuole certamente convivere”.

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