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Lamezia Terme - È tornata a riunirsi l’assemblea consiliare nella sala in via Perugini. Ad essere discussa è stata la problematica Infocontact per sostenere i suoi 1800 lavoratori che rischiano di perdere il lavoro. Il dibattito, in seconda convocazione dopo quella rinviata del 13 gennaio per mancanza del numero legale, inizia con l’introduzione del presidente dell’Assise Francesco Grandinetti che precisa: “Questa doveva essere una seduta per i debiti fuori bilancio, ma la problematica Infocontact e troppo importante e ci sta troppo a cuore per essere rimandata”. Assenti per giustificato motivo Doris Lo Moro impegnata a Roma e il presidente della Provincia Enzo Bruno che ha mandato in sua delegazione il vicepresidente Vittorio Paola. Grandinetti continua affermando la sua soddisfazione per la decisione presa dei capogruppo che hanno deciso e stabilito di inserire, nella seduta, la discussione sulla problematica Infocontact: “Il consiglio comunale - dice Grandinetti - vuole essere vicino alla battaglia che da mesi stanno facendo i lavoratori del call center, in continuità a quanto deliberato il 28 luglio. Ci auguriamo - prosegue - che l’assetto societario si assesti e sia forte, e che i 1800 lavoratori non vengano delocalizzati, sappiamo che la venuta meno di una commessa della Wind è stata deleteria per la società”. A esporre il suo parere è stato poi il sindaco Speranza: “La situazione dell’Infocontact deve avere un risalto ai massimi livelli, è importante che il 22 gennaio si faccia questo tavolo di Governo per la salvaguardia dei 1800 lavoratori. La persona e il lavoro prima di tutto. Mi auspico - conclude il primo cittadino - che questa azienda prosegua in meglio la sua attività e che non diventi una negatività per la nostra città”.

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Il vicepresidente Paola in accordo con le parole del sindaco afferma la vastità del problema: “Perché oltre a Lamezia sono implicati i lavoratori del circondario, dove risiedono le altre strutture dell’Infocontact, non si può speculare sulla pelle dei lavoratori. Delegheremo il presidente Bruno affinché sia istituito un tavolo di crisi aziendale”. A Parlare sono poi i vari rappresentati sindacali (Rsu, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom UIL, Ugl Telecomunicazioni), i quali chiedono una maggiore sensibilizzazione dai partiti, qualunque sia il loro colore politico, “la dignità del lavoro non è né di destra né di sinistra”, intercedere con la regione per questa problematica, e che questo problema abbia un risalto nazionale come è avvenuto con situazioni simili (Piombino, Taranto, Termini Imerese,ecc.) conclusesi con buon esito. “Importante e avere avuto un tavolo di crisi, per farsi sentire, il 22 gennaio a Roma con il Ministero del Lavoro”. Il segretario provinciale della Uil Amatruda conclude che la commessa con la Wind durerà altri 4 mesi. Di seguito a esprimere solidarietà e appoggio tutti gli altri Consiglieri. Francesco Chirillo, consigliere fuoriuscito dall’Udc, dice: “Gli effetti di questi 1800, se non saranno pagati e perderanno il lavoro, daranno conseguenze negative alla città. Mai abbassare la guardia”. Armando Chirumbolo (FI) parla delle responsabilità, “Queste sono di chi ha rappresentato questa società. La politica si può fare portavoce, interprete, del malessere dei lavoratori e sul dramma del licenziamento dei 1800 bisogna farne un caso nazionale, non va bene che i media nazionali parlino e siano qui solo quando accadono fatti riguardanti delitti e non per 1800 lavoratori”. Nicola Mastroianni (Gruppo misto), sostiene che: “Bisogna preferire il fare all’essere auspicando per i lavoratori un futuro sereno e positivo, c’è tutto il paese che li sostiene e devono avere fiducia nelle istituzioni”. Giuseppe Petronio (Pd): “Devono essere coinvolte tutte le istituzioni per tenere viva una fiammella di speranza e si devono mettere assieme le richieste dei sindacalisti”. L’altro consigliere fuoriuscito ell’Udc Francesco de Biase conferma  che: “Le battaglie si vincono se si è uniti, i lavoratori - come ha detto il vescovo - non sono merce. Speriamo di concretizzare, il 22 gennaio, il dibattito  sull’infocontact. Inoltre, vogliamo indire per quella data, in concomitanza con Roma un consiglio comunale congiunto”. Con passione Bruno Tropea (Lamezia Indipendente): “Far sentire la voce dei 1800 perché la battaglia deve andare avanti”. Dopo una pausa è votata favorevolmente l’approvazione del documento “che insiste nell’aprire un tavolo istituzionale per i lavoratori infocontact”. Votate favorevolmente anche le proposte (77) sui debiti fuori bilancio fra cui uno, inerente la cessione di alcuni terreni presenti in contrada Rotoli, alla Lameziaeuropa, (10 favorevoli e 3 astenuti Chirillo, Nicola e Franco Mastroianni).   

Francesco Ielà 

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