
Lamezia Terme – Tanti assenti nella seduta del Consiglio Comunale che ha all’ordine del giorno le problematiche sanitarie del territorio lametino. A parlare delle questioni che attanagliano la sanità lametina, infatti, sono i rappresentanti delle associazioni e dei comitati locali e 17 consiglieri comunali tranne quelli di Udc e Forza Italia che hanno deciso di disertare la seduta perché i referenti dell’Asp e, in particolare il direttore generale Gerardo Mancuso, non sarebbero presenti per un ritardato invito da parte dell’Ufficio di Presidenza. Una nota polemica e stonata che però non ha fermato la seduta consiliare e, in particolare, il presidente del Consiglio Francesco Grandinetti prima elenca le giustificazioni dei parlamentari Galati e Lo Moro e dei consiglieri regionali Talarico, Scalzo e Magno e poi specifica che, nonostante l’organo non abbia nessun potere giuridico, come consiglieri comunali hanno il “dovere di portare avanti le istanze dei cittadini, perché siamo stati votati per difenderli e in questi ultimi nove mesi di consiliatura dobbiamo tentare di fare qualcosa”. “Non possiamo lasciare – ha aggiunto – che la politica Catanzarocentrica continui e, quindi, dobbiamo fare di tutto per difendere la nostra città”.
Tra gli ospiti è Nicolino Panedigrano del Comitato “Salviamo la sanità del lametino”, ad aprire gli interventi esordendo proprio sulle assenze dei consiglieri: “Questo è l’ennesimo consiglio sull’argomento in cui c’è qualcuno che sfugge”. “La problematica nasce da un’emergenza, e come Comitato abbiamo avanzato diverse proposte per evitare lo smantellamento della sanità lametina”. Il rappresentante del Comitato lamenta il fatto di dover rincorrere le emergenze e chiede risposte ai politici locali e maggiore sostegno e che in questo scorcio di consiliatura si continui in questa battaglia per la sanità che “è difficile e in salita- spiega Panedigrano – ma si può ancora vincere”. La Presidente della Commissione Sanità, la consigliera Mariolina Tropea (Pd), elenca quali siano i problemi, già noti, della sanità lametina, ed è il dottor Sebastiano Sofi, già responsabile del centro trasfusionale, a fare una fotografia completa di quella che è la situazione attuale: “Nel 2010 si parlava di sanità funzionante con 23 mila ricoveri l’anno. – specifica il primario - Nel 2014, a quattro anni di distanza, la sanità territoriale, ospedaliera e dell’assistenza specialistica sono in crisi. Mancano i medici, i primari e il personale paramedico e si pensa di limitare ancora i posti letti nei servizi ospedalieri di base proprio per la mancanza di personale. La riduzione di posti letto è stata tanto marcata e forte”. L’impegno per il futuro, secondo l’ex primario, è concorrere nell’area vasta, differenziandoci e godendo di interscambi tra le due città (Lamezia - Catanzaro) con funzioni complementari e offerta di servizi per la stessa area. “Chiediamo – conclude - che il nostro ospedale diventi un trauma center, visto che ne ha le potenzialità”.
A dare voce all’altra parte, a quella dei pazienti, è stata il Presidente del Tribunale del Malato, Daniela Tolomeo: “Abbiamo tentato un approccio diretto con la direzione generale perché il nostro obiettivo è risolvere i problemi degli ammalati. Le problematiche però, molto spesso, sono quasi sempre le stesse e non sempre risolvibili e per questo chiediamo un intervento istituzionale in merito”. Vittorio Paola di Progetto Lamezia, oltre a rammaricarsi dell’assenza di alcuni esponenti delle forze politiche “dell’altra parte”, lancia loro una stilettata specificando che la sanità lametina “non è appaltata alla politica e, invece, con questo gesto, i consiglieri hanno dimostrato proprio questo”. È critico poi con il direttore generale Mancuso che, secondo lui, “agisce su mandato, ed è quello di depotenziare Lamezia”, mentre per il consigliere di Progetto Lamezia, il nostro ospedale dovrebbe avere una rilevanza regionale e un’opzione possibile potrebbe essere proprio quella del Trauma Center. Per Felice Lentidoro di Mondo Libero, un documento firmato dal Consiglio non basta e bisognerebbe pensare a qualcos’altro.
A sostegno della causa interviene anche Antonello Maida del Comitato pro Ospedale di Soveria Mannelli che evidenzia il distacco e il poco interesse nei confronti dell’area del Reventino, si appella ad un’autorevole presa di posizione. Per il consigliere di Progetto Lamezia, Nicola Palazzo, Mancuso, è un “direttore nefasto scelto dalla politica che sta mettendo in atto la liquidazione della sanità lametina, nonostante le eccellenze presenti sul territorio”, mentre il consigliere del Terzo Polo Mario Benincasa nella conclusione del suo intervento auspica le dimissioni del Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico. Toni duri anche dal capogruppo Pd Petronio, che propone di “inventare qualcosa di eclatante e non soffermarsi sulla sottoscrizione dei documenti” e, secondo Elvira Falvo, consigliere di Lamezia Indipendente, è necessario “creare un tavolo permanente di monitoraggio e controllo sulla sanità lametina e non andare avanti per la linea di rigore economico ma andare incontro ai bisogni dei cittadini”. Per il sindacalista Cgil Nino Rappoccio “preoccupanti per il futuro sono i tagli”, mentre l’ex vicesindaco, ora assessore, Milena Liotta lamenta la mancanza di una politica strategica e invoca la necessità di istituire interventi urgenti. Si dissocia dal documento congiunto, che definisce “inutile”, il consigliere di Mtl Massimo Cristiano che lascia l’aula dopo l’intervento mentre l’assessore Francesco Muraca, che avrebbe voluto parlare con gli interlocutori deputati affinché rispondessero a diversi quesiti,crede che sia necessario per il futuro che ad amministrare la sanità regionale e locale siano indicate persone capaci e competenti e fuori dagli schemi politici. In un’aula svuotata (quasi vuoti i banchi dei consiglieri dall’una e dall’altra parte) è il Sindaco a concludere gli interventi accodandosi a quanto detto da chi l’ha preceduto e specificando che non è colpa dell’Amministrazione se gli altri interlocutori hanno preferito non partecipare alla seduta anche perché la riunione è stata rinviata più volte proprio da parte loro. “C’è stato un fallimento da parte del governo regionale – ha specificato - e i problemi della sanità lametina risalgono a molto tempo fa. Bisognerebbe eliminare la logica del potere politico nella sanità e attuare un cambiamento. Da parte mia farò tutto quello che è in mio possesso e dichiaro la mia più totale disponibilità al futuro commissario straordinario alla sanità, alla presidente facente funzioni Stasi e al Dg Mancuso per una riunione sull’argomento”. Dopo tre ore di interventi alla fine la seduta viene aggiornata, su proposta del Presidente del Consiglio Grandinetti, per stilare e firmare un documento pro la sanità lametina.
Claudia Strangis
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