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Lamezia Terme - “Paolo Mascaro non è Ponzio Pilato. Ponzio Pilato avrebbe mandato avanti quello schifo di piano di riequilibrio precedente” tuona il primo cittadino. A un giorno esatto dalla scadenza dei termini e dunque in tempi ristrettissimi, il consiglio comunale approva con 14 voti favorevoli, 6 contrari e 1 astenuto, la rimodulazione del piano d’equilibrio finanziario. In ballo c’era la patata bollente del dissesto che incombeva, essendo fissato per  venerdì 13 il termine ultimo per inviare al Ministero la rimodulazione del piano decennale imputabile all’amministrazione Speranza. All’opposizione, che ha più volte rimarcato durante la seduta tempi ristretti di discussione e uno strumento finanziario presentato in modo incompleto, il sindaco Mascaro ha voluto mettere le cose in chiaro. Alla luce del mutato quadro finanziario di riferimento rispetto all’anno precedente, come l’introduzione di una nuova normativa, la sentenza favorevole del Consiglio di stato sul caso Icom e l’approvazione del bilancio consuntivo 2014, si è reso così necessario un risanamento del piano da discutere dinnanzi a tutto il civico consesso.

“Quando si parla di rimodulazione significa che c’è già un piano adottato dalla precedente amministrazione, che in 10 anni ha accumulato debiti su debiti, incapacità di pagare su incapacità di pagare sino ad alzare le mani e dichiarare pre-dissesto - ha specificato Mascaro - il piano di riequilibrio è frutto di  una scellerata amministrazione decennale e non di 4 mesi  e mezzo di governo”. Il primo cittadino, facendo riferimento alla situazione finanziaria ereditata, parla di attuale incapacità di pagare le spese correnti dovute ad esempio ai 14 milioni e mezzo di fondi vincolati non ricostituiti al 31 dicembre come la legge imponeva o di un bilancio consuntivo consegnato 57 giorni dopo il suo insediamento senza nemmeno il parere dei revisori dei conti. “Portare i servizi a domanda individuale dal 17,1 al 36% non è stata cosa da poco” pone ad esempio il Sindaco, e in merito ai ritardi di discussione chiarisce “l’amministrazione ha sempre rispettato tutti i tempi che la legge impone”. L’assessore al ramo Chiara Puteri, dopo un’attenta analisi della relazione tecnica ha puntualizzato: “con quello che abbiamo ereditato non potevamo fare di meglio, gli errori saranno corretti e in futuro speriamo di poter far sempre di più, accompagnando la città verso tempi migliori”. Caldo il confronto tra maggioranza e opposizione, con riferimenti all’eredità economica non facile lasciata dalla precedente gestione e agli obiettivi che si prefigge la nuova amministrazione per la futura guida della macchina comunale.

“Questo nuovo piano di riequilibrio ha una struttura molto più debole di quello dell’amministrazione Speranza – ha asserito un perplesso consigliere Pasqualino Ruberto – o si inverte questo trend di gestione ordinaria o si pensa, essendoci già le condizioni, di andare verso il dissesto. Il consigliere è entrato poi nel tecnico del piano e fatto riferimento ai debiti e alla situazione non facile che si trova a gestire l’assessore al bilancio. “Non vorrei essere nei vostri panni” – ha aggiunto – lamentando anche il ritardo nella discussione di un documento considerato complesso anche dagli stessi revisori dei conti, non presenti però in aula. Questa barzelletta della Icom per giustificare i ritardi potete raccontarla a chi non conosce la gestione di questo tipo di documenti. Non è possibile – rivolgendosi al Sindaco e al Presidente del consiglio – che questo documento venga portato in commissione due giorni prima della data ultima di approvazione. “Siamo di fronte a un vero e proprio dramma gestionale” ha puntualizzato più volte.

“Lo squilibrio è ereditato, mentre il riequilibrio è dettato da norme e correttive dovute” ha tenuto a precisare invece il consigliere De Biase, soprattutto in merito agli ultimi botta e risposta con il consigliere Piccioni su operato tra precedente e nuova amministrazione. “A noi è stato lasciato il compito di correggere e risanare i conti di un comune dal dissesto mascherato. Mutui fino al 2040, 2 milioni di debiti fuori bilancio, disavanzo tecnico, vari contenziosi non li ha mica prodotti il sindaco Mascaro”. La nuova giunta avrebbe voluto approcciare a questa esperienza con diverse capacità programmatiche e affrontando tutti i problemi della città, ma le pregresse condizioni ereditate lo hanno impedito. Il capogruppo di Lamezia Unita Luigi Muraca parlando di “metastasi finanziaria dell’ente” ha infatti chiarito: “da quando si è insediato il sindaco Mascaro, il comune denominatore è stata l’emergenza finanziaria. A stringere, si è speso negli anni più di quanto si è incassato. “Tali condizioni non sono frutto di comparazione 2014-2015 ma tra gli ultimi 10 anni e il 2015. Questo l’unico parallelismo possibile - ha precisato – e questo piano di riequilibrio è un piano vero, improntato ad un rapporto di lealtà che il Comune deve necessariamente avere con i cittadini”. Tra i banchi dell’opposizione il leader di sovranità, Mimmo Gianturco rivolgendosi al sindaco Mascaro ha invece asserito: “non noto quel cambio di rotta che avevate promesso alla città”.

Dopo una serrata discussione, la rimodulazione del piano di equilibrio viene approvata con 14 voti favorevoli dalla maggioranza, 6 contrari (Zaffina, Tropea, Piccioni, Gianturco, Villella, P. Ruberto) e 1 astenuto (Paladino). L’amministrazione per ora può tirare così un sospiro di sollievo, anche se, vista la situazione finanziaria ereditata, tutt’altro che rosea, lo spettro dissesto è solo stato allontanato, in quanto il parere spetta adesso alla Corte dei conti.

Alessandra Renda

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