
Lamezia Terme - Il Consiglio di Stato, dopo la discussioni del 18 maggio scorso, ha confermato la decisione del Tar di votare parzialmente in quattro sezioni di Lamezia (2, 44, 73 e 78). In sostanza, il ricorso del Movimento Cinquestelle con il candidato a sindaco, Silvio Zizza non ha avuto l'esito sperato. I giudici non hanno pertanto ritenuto di accogliere la richiesta di annullare completamente le elezioni comunali del 10 e 24 novembre 2019. La seconda sezione del Consiglio di Stato (presidente Cirillo, Mazione, Ciuffetti e Guarracino consiglieri, Addesso relatore) ha sentenziato nei fatti di confermare quanto deciso dal Tar, poiché “in parte rigetta e in parte dichiara inammissibile l’appello principale” con cui si chiedeva l’annullamento in totale delle votazioni amministrative. Questo per ciò che riguarda l'appellante Zizza.
Dichiara altresì “improcedibile l’appello incidentale” del sindaco Mascaro e del presidente del Consiglio comunale, Zaffina in quanto il Collegio "procede all’esame dell’appello incidentale, vagliando, in via preliminare, l’eccezione di irricevibilità per tardività". In sostanza, l’appello incidentale è stato notificato solo in data 29 gennaio 2021 e, quindi, oltre il termine di venti giorni previsto per il rito elettorale dall’art 131 comma 1 c.p.a., atteso che la notifica dell’appello principale si era perfezionata nei confronti degli appellanti incidentali in data 30-31.12.2020". Inoltre, il Comune di Lamezia Terme, dopo la nomina del Commissario prefettizio, risulta aver notificato la sentenza di primo grado in data 16.12.2020 al sindaco già in carica, Paolo Mascaro, e ai componenti del Consiglio comunale, e, dunque, anche al Presidente del Consiglio già in carica, Peppino Zaffina, per cui all’impugnazione doveva certamente applicarsi il termine di 20 giorni di cui all’art. 131, comma 1, c.p.a. e, rispetto a tale termine, l’impugnazione è tardiva".
"L’art. 131 c.p.a - si legge nel dispositivo - prevede che l’appello avverso le sentenze di cui all’art. 130c.p.a. è proposto nel termine di venti giorni dalla notifica della sentenza; il comma 2 prevede che al giudizio si applicano le norme che regolano il processo di appello innanzi al Consiglio di Stato e i relativi termini sono dimezzati rispetto a quelli del giudizio ordinario. Ai sensi del combinato disposto degli artt. 96 comma 3 e 131 comma 2 c.p.a,il termine per l’appello incidentale è di 30 giorni dalla notifica della sentenza o dalla notifica di altra impugnazione. Poiché l’atto di appello è stato notificato all’appellante incidentale in data 30.12.2020 (Mascaro) e 31.12.2020 (Zaffina), l’appello incidentale, notificato in data 29.01.2021, risulta tempestivo. Non appare rilevante, ai fini della decorrenza del termine, la notifica, ad opera del Comune di Lamezia Terme, al sindaco già in carica ed ai componenti del Consiglio comunale in quanto, come correttamente rilevato dall’appellante incidentale, l’unica notifica idonea ai fini della decorrenza del termine di impugnazione è quella prevista dall’art 131 c.p.a. ossia dalla parte vittoriosa nei confronti di coloro per i quali è obbligatoria la notifica e che sono stati parti nel giudizio di primo grado. Per le ragioni sopra indicate - rilevano altresì i giudici - l’eccezione deve essere rigettata. Il Collegio rileva, tuttavia, che l’appello incidentale deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse".
Si sottolinea poi che, “come rilevato dalla stessa difesa, infatti, poiché la differenza tra il candidato proclamato sindaco Mascaro ed il secondo Ruggero Pegna è di ben 5.260 voti e poiché il totale dei voti espressi nelle quattro sezioni in esame è di 1.267, anche a voler attribuire l’intera dotazione di voti al secondo candidato e zero a Mascaro (1.267-405 che sono i voti che il candidato Pegna ha già ottenuto nelle quattro sezioni e che non possono essere conteggiati due volte), il divario rimarrebbe in ogni caso rilevante. Anche considerando solo le 74 sezioni in cui le operazioni di voto sono risultate regolari, Mascaro rimane candidato sindaco eletto, sicché nessuna ulteriore utilità può derivare dall’eventuale convalida delle operazioni nelle rimanenti 4 sezioni, come richiesto nell’appello incidentale”. Tutto invariato e gli elettori iscritti nelle quattro sezioni dovranno recarsi alle urne in autunno. Fin qui, la sentenza amministrativa. Rimane tuttavia l'attesa per eventuali iniziative della procura della Repubblica di Lamezia sui presunti responsabili dei brogli elettorali. E inoltre rimane da verificare l'eventualità del ballottaggio dopo il voto nelle quattro sezioni. In questo caso, tra il secondo e il terzo potrebbero esserci delle variazioni.
A.C.
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