Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota dell'ex vice coordinatore cittadino di Forza Italia Alessandro Cordiano sulla vicenda che ha spaccato il partito a causa dell'ingresso di Francesco De Sarro. "Il comunicato col quale si è posto il veto all'ingresso di Francesco De Sarro nel partito di Forza Italia è stato molto chiaro, ed ampiamente argomentato e motivato. Un po’ anacronistica e ostica la replica del gruppo Cittadini Attivi in Politica di cui lo stesso De Sarro è leader, un po’ surreale quella del coordinatore provinciale Tallini. Ricordo che anacronistico è tutto ciò che non corrisponde o contrasta con le esigenze e le caratteristiche del proprio tempo, un tempo, il nostro, in cui la lezione dello scioglimento comunale di Lamezia e quella delle ultime elezioni politiche che ha segnato definitivamente la necessità di rinnovo del modus operandi nei partiti, non è stata probabilmente recepita e capita da tutti.
Spiace che il gruppo di CAP abbia interpretato il pensiero dei forzisti lametini come attacco politico personale nei confronti dell’amico Francesco De Sarro, di cui ci auguriamo - proseguono - una rivincita morale sull’impasse provocata dalle indagini che vedono coinvolto il padre per compravendita di voti a favore del figlio e lo stesso ex presidente del consiglio comunale citato nel decreto di scioglimento del Comune di Lamezia. Sosteniamo fermamente il garantismo e la presunzione di innocenza, ma nello stesso tempo rispettiamo il lavoro della magistratura, pensando che in tali casi è opportuno, per i coinvolti, prendere una pausa per dovere etico e morale nei confronti di cittadini disillusi che chiedono un cambio di passo nelle linee politiche dei partiti tradizionali, a scapito della loro esistenza.
E in tale senso Forza Italia Lamezia aveva intrapreso un percorso di rinnovamento e di pulizia in toto, con la nomina dell’avvocato Spinelli a coordinatore cittadino e quella dell’On. Magno a vicecoordinatore provinciale, coniugando la passione di un neofita politico espressione di rettitudine e stimato professionista della società lametina e l’esperienza decennale di un fedelissimo forzista, ex consigliere regionale e forse uno dei pochissimi che non ha mai avuto, nella sua lunga carriera politica, l’ombra di una minima indagine a suo carico.
Un partito che, con il beneplacito e la stessa visione di rinnovamento condivisa dal coordinatore provinciale Tallini e della coordinatrice regionale Santelli, si era dato l’obiettivo dell’apertura a persone perbene dopo la precedente fallimentare gestione realmente condominiale, richiamando in primis, in squadra, i candidati di Forza Italia delle scorse amministrative che non hanno voluto seguire la strada dei trasformismi. Un gruppo rinnovato, dunque, che nel tempo ha visto l’inclusione, l’adesione e la partecipazione di persone perbene tra cui il consigliere Ruberto e di moltissimi giovani con e senza esperienza politica, tutti probabilmente con un carico di preferenze elettorali minore rispetto a quello di altri, ma certamente liberi, puliti e senza scheletri nell’armadio, così come giustamente vogliono e rivendicano gli elettori. Una base politica ultimamente rafforzata anche dall’ingresso degli ex Repubblicani. E’ questo rinnovamento, che ha consentito a Forza Italia di ricevere un lusinghiero consenso nella città di Lamezia alle scorse elezioni politiche con preferenze pari al 20% alla Camera ed al 21% al Senato, nonostante l’assenza di un candidato lametino e l’impegno ugualmente profuso da Magno a favore dei candidati Tallini ed Aiello e della lista proporzionale.
Quella che non è stata condivisa e che ha portato all’autosospensione dal partito di tutti i membri è dunque la linea politica del partito provinciale che fa ora retromarcia rispetto agli obiettivi di trasparenza precedentemente posti e autonomamente tracciata dai coordinatori Tallini e Spinelli senza alcun coinvolgimento della base lametina di Forza Italia, che, a differenza del gruppo catanzarese ha già subito l’onta e la mortificazione del terzo scioglimento dell’amministrazione comunale. Si parla per il bene e la rinascita di un partito che, nel tempo, ha perso consensi nazionali per il sapore di pulizia e di democraticità ben interpretato invece dai Cinquestelle e per il bene di una città, quella di Lamezia, che è già sotto mira per infiltrazioni mafiose e delinquenziali. Stiamo attenti: la cittadinanza è ormai matura e vigile su ogni scelta che un gruppo politico intraprende e ne dà le conseguenti risposte: avanti il popolo e la buona politica democraticamente ragionata dunque, non le scelte verticistiche non discusse e gli screzi tra gruppi e sottogruppi - concludono - che non dovrebbero esistere tra persone perbene e con maturità politica già acquisita da tempo".
© RIPRODUZIONE RISERVATA