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Catanzaro - Quindici per cento. È la quota di famiglie calabresi che convivono con problemi di umidità nella propria abitazione secondo l’ISTAT, un valore inferiore alla media nazionale del 16,3%. In valori assoluti, più di 125mila nuclei familiari, pari a oltre 276mila calabresi. Con un pesante risvolto anche sulla salute: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 13% delle asme croniche infantili nei Paesi industrializzati è correlato a un eccesso di umidità negli edifici. All’umidità si aggiungono altri fattori di rischio, come le case con strutture danneggiate (12,4%, 103mila famiglie), quelle con scarsa luminosità (6,6%, circa 55mila famiglie) e le abitazioni esposte a rumore nella zona di residenza (5,5%, più di 45mila famiglie). Quattro fronti che insieme fotografano lo stato della salubrità abitativa in Calabria: è ciò che emerge dall’analisi realizzata da Saint-Gobain Italia su base dati ISTAT. Una sfida per il mondo delle costruzioni, che oggi propone sul mercato soluzioni innovative in grado di migliorare il comfort delle abitazioni con interventi meno invasivi rispetto al passato e dai costi più contenuti.

I dati raccontano un’urgenza concreta, vissuta dentro le case di migliaia di calabresi. La salubrità abitativa è oggi uno dei terreni su cui si misura la qualità del costruito – ha commentato Gaetano Terrasini, Amministratore Delegato di Saint-Gobain ItaliaNel tempo l’edilizia ha iniziato a guardare alle prestazioni energetiche come indicatore principale di qualità. Oggi però il comfort abitativo e il benessere indoor devono essere considerati altrettanto decisivi: parlano alla salute e alla qualità della vita. Continuiamo ininterrottamente a innovare i nostri prodotti perché chi abita una casa possa farlo in condizioni di benessere reale, e perché chi costruisce o ristruttura disponga di strumenti capaci di rispondere alle sfide che i dati ci raccontano.

La geografia del problema: dove si colloca la Calabria

Sull’umidità domestica la Calabria occupa il tredicesimo posto nazionale con il 15%. Al vertice della classifica si trovano Sardegna (25,7%), Friuli-Venezia Giulia (21%) e Abruzzo (21%); all’estremo opposto Campania (11%), Umbria (13%) e Puglia (13,5%). Sulle strutture danneggiate la regione è all’ottavo posto (12,4%), contro l’12% della media nazionale e i valori di Provincia di Bolzano (19,3%), Sardegna (16%). Sulla scarsa luminosità la Calabria è al quindicesimo posto (6,6%), lontana dai valori di Provincia di Bolzano (19%), Friuli-Venezia Giulia (15,5%), Sicilia (11,7%). Diverso il quadro del rumore nella zona di residenza: la Calabria si posiziona all’diciottesimo posto con il 5,5%, tra le regioni meno esposte, molto lontano dai valori di Campania (18%), Puglia (15%) e Lazio (15%). Tre mappe diverse, un unico dato di fondo: la qualità dell’involucro edilizio incide direttamente sulla vita domestica delle famiglie calabresi sotto forma di umidità, comfort acustico e qualità degli ambienti interni.

Il ruolo dei sistemi a secco e degli intonaci deumidificanti nelle abitazioni più esposte

L'umidità domestica non è un fenomeno inevitabile. Nasce dall'incontro tra condizioni ambientali e caratteristiche dell'edificio: ponti termici nelle pareti perimetrali, ventilazione insufficiente, isolamenti datati, infiltrazioni dall'esterno. Le buone pratiche di gestione quotidiana (aerare gli ambienti più volte al giorno, evitare l'eccessiva condensazione di vapore in cucina e in bagno, tenere sotto controllo gli impianti di riscaldamento) contengono il problema, ma non lo risolvono se l'involucro è inefficiente. Ignorare l'umidità in casa, oltre a deteriorare la qualità della vita, comporta rischi concreti: degrado strutturale delle pareti, formazione di muffe, peggioramento dell'aria interna, con effetti che la letteratura sanitaria internazionale ha ormai documentato. Quando le condizioni dell'edificio chiedono un intervento più strutturale, esistono soluzioni costruttive in grado di agire in modo mirato. Tra queste, il cartongesso e i sistemi a secco offrono un approccio versatile: esistono ad esempio tecnologie capaci di assorbire e neutralizzare fino all’84% della formaldeide presente nell'aria degli ambienti chiusi. Inoltre, gli elementi di chiusura del sistema (ad esempio l’abbinamento lastra in cartongesso con tecnologia di assorbimento della formaldeide e un’idropittura specifica per cartongesso) svolgono un ruolo attivo nel purificare l’aria nel corso del tempo, riducendo la concentrazione di formaldeide e permettendo di vivere spazi sempre più salubri.

Un’altra soluzione utile a limitare i danni da umidità in casa è utilizzare un intonaco deumidificante in grado di risanare tutte le tipologie di murature danneggiate. Esistono soluzioni diversificate, valide sia per esterni sia per interni, formulate con leganti cementizi o a base di calce idraulica naturale. Si tratta di interventi leggeri, rapidi da posare e coerenti con un’edilizia a minore impatto ambientale, compatibili con la ristrutturazione del patrimonio esistente e in grado di ridurre le emissioni di CO2 lungo il ciclo di vita del costruito e i consumi energetici per riscaldare e raffrescare gli ambienti.

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