
Lamezia Terme - "Niente contro la città, il sindaco o l'Amministrazione comunale. La nostra è solo una battaglia per l'affermazione del diritto alla legalità che in questa città è venuto meno con una sentenza del Tar che ha riscontrato quanto già verificato dalla prefettura. Ovvero, che in occasione del voto per le elezioni comunali di Lamezia dell'autunno del 2019 si sono commessi brogli". All'indomani della decisione del Tar di annullare il voto delle Comunali lametine in 4 sezioni (2, 44, 73 e 78), conferenza stampa di Massimo Cristiano, candidato a sindaco e dell'avvocato Armando Chirumbolo. Ribadite le ragioni che hanno portato Cristiano (e alcuni consiglieri delle sue due liste) alla decisione di ricorrere avverso il risultato delle elezioni amministrative del 10 novembre 2019.
"Fa ancora più specie - dichiarano all'unisono - che il Comune di Lamezia in questa vicenda è parte resistente come se il ricorso fosse contro il Comune e non contro chi ha imbrogliato. In sostanza - tuona Chirumbolo - il Comune si è messo a difesa di chi ha barato, di chi ha imbrogliato, della criminalità organizzata. Vi è una sentenza del massimo Tribunale amministrativo della regione Calabria il quale certifica: sì, ci sono stati dei brogli. Dei brogli talmente gravi che rimettiamo gli atti addirittura alla procura della Repubblica di Lamezia per accertamenti di natura penale perché siano aperte le indagini. Quello che sta emergendo oggi è davvero preoccupante, in città o sui social. Si ha una percezione totalmente sbagliata. Massimo Cristiano - aggiunge Chirumbolo - non ha in alcun modo esperito questo ricorso contro un sindaco, contro un'Amministrazione, contro un Consiglio comunale. Ma, esclusivamente per sete di verità e di giustizia, poiché non vedendosi attribuire dei voti che i suoi rappresentanti di lista avevano riportato all'esito delle operazioni di voto e di scrutinio nelle sezioni, questi voti poi sono scomparsi".
"Si tratta - rimarca il diretto interessato - di centinaia di voti. Si è passati inspiegabilmente dal 15 al 5 per cento". E nello specifico, oltre alle 4 sezioni interessate, Cristiano sottolinea come ci siano state tante situazioni anomale. "Alcune sezioni hanno verbalizzato la chiusura del seggio alle 3 del giorno successivo, l'11 novembre 2019. Questi verbali sono stati consegnati presso il Comune e sono stati trasferiti al Tribunale di Lamezia dopo quattro giorni. Questo è agli atti. Tant'è che le anomalie e le discrasie sono state segnalate dal Tribunale in ben 37 sezioni. Il verbale consegnato al Comune presenta un numero, quello consegnato al Tribunale un altro, perché quest'ultimo è poi quello che serve per assegnare i seggi in Consiglio comunale. Tradotto: l'1 diventa 11, il 5 diventa 50 etc. Tutto riscontrato. Presso la prefettura in un anno è emerso l'impossibile. Qualche esempio: nella sezione 2, a fronte di 700 schede consegnate al seggio, ne sono state rinvenute 811; e ancora, sezione 44, oltre al fatto della presenza inspiegabile di 167 schede in più, emerge che mancano 3 schede tra quelle autentificate, questo significa sistema della scheda ballerina. Sono fuori uscite dal seggio delle schede. Come sia stato possibile, sarà la magistratura ad appurarlo. Qui, stiamo parlando di un sistema che va ben oltre le 4 sezioni. Noi abbiamo segnalato anomalie, brogli elettorali e frodi su 48 sezioni".
E proprio su quest'aspetto e sulla ricerca di ulteriori verità, l'avvocato Chirumbolo ha annunciato che "dopo la presa visione delle motivazioni, crediamo nel giro di una settimana, ci riserveremo di presentare ricorso al Consiglio di Stato perché quanto accaduto a nostro avviso dovrebbe comportare l'annullamento totale delle elezioni". Insomma, una vicenda che non si ferma alle 4 sezioni ma che potrebbe avere altri risvolti da qui a breve, e che si intreccia con l'attesa dell'esito (Cassazione) dell'incandidabilità del sindaco Mascaro passando, come evidenziato, per i risvolti penali che potrebbe riservare la sentenza del Tar.
Antonio Cannone
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