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Lamezia Terme – “Abbiamo una città baciata dalla fortuna, geograficamente al centro di ogni interesse regionale, la “Brasilia” come la definì il Senatore Arturo Perugini, padre fondatore di Lamezia e poi viviamo il nostro territorio, con la targa della marginalità, dei progetti sempre annunciati, fermandoci sempre al bivio dei fallimenti, delle amarezze delle delusioni”. Così, in una nota, Salvatore De Biase, già Presidente del consiglio comunale di Lamezia che pone all’attenzione alcuni esempi: “che fine ha fatto o farà il Progetto Waterfront-Porto Turistico? Brillante idea presentata più di un anno fa, e sul quale LameziaEuropa spa, il Comune di Lamezia, la Regione, il Corap e molti altri enti pubblici e privati erano pronti ad investire tra i 400 e i 500 milioni di euro. Quindi un porto, la darsena, diverse strutture tra le quali un centro polisportivo, un impianto di Surf Lagoon, un acquapark, il centro della realtà aumentata “Carlo Rambaldi” oltre che un centro di innovazione tecnologica e l’international school”.

Secondo De Biase “di tutto questo, restano, le giuste idee, progetti, disegni e ambizioni. E dire che Lamezia è un’area piena di colori e profumi, con le terme, il mare, la collina, la montagna, l’area industriale più grande d’Europa, una pianura fiorente, un clima mite e accogliente, un’entità abitativa che si caratterizza con: Nicastro, centro istituzionale e commerciale e con un artigianato mai decollato; Sambiase, al centro, quale realtà produttiva agricola-fieristica-termale, mummificata e mai sviluppata a favore dell’intera città ed offerta all’interesse regionale; S. Eufemia la realtà più giovane che si affaccia al mare ma non è area marinara, seppur ne ha tutte le potenzialità con l’aeroporto, la Ferrovia, l’affaccio autostradale, con annesso un fiorente florovivaismo, una concreta ed accogliente area di servizi, con alberghi e hotel di primordine. Ebbene - afferma - non vi è luogo al mondo che dispone prerogative di sviluppo, che onorano l’intera Calabria. Eppure, c’è da domandarsi perché? Perché, Lamezia “corre facendo passi indietro? Diciamolo, Lamezia nel tempo, questo mostra”.

Per De Biase la prova sta nel fatto che “il nostro territorio seppur con aeroporto, autostrada, ferrovia, con un’area industriale da invidiare, viene menzionata più per il centro congressi e aula bunker, che per il ruolo per cui è nata: un progetto di sviluppo del lontano 1970 “Sir”, nata in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale e inserita nel “Pacchetto Colombo”. Altri esempi? Il Pontile! Storica struttura dove nessuna nave o imbarcazione ha mai attraccato e che nel 2012 è crollato, lì fermo a condannare i colpevoli. A continuare le occasioni perdute e gli impegni mancati? Lamezia provincia; città della fiction; Borgo termale; centro di Scuola di polizia penitenziaria; Edilizia per le forze dell’ordine; Icom, area commerciale; Zona franca urbana; Biofata (prodotti biologici); Il Centro protesi INAIL per l’intero mediterraneo, e non solo area riabilitativa; La Metropolitana di superfice; Un ente fiera regionale; Enoteca, Sede unica regionale (invece che doppiata); Le cantine vinicole storiche chiuse; L’Enopolio chiuso; Finanche la stazione ferroviaria nell’ex Sambiase; Credevamo in un centro grandi ustionati; Speravamo che la nostra azienda sanitaria non venisse accorpata a Girifalco-Chiaravalle-Soverato. Ambivamo ad avere il Trauma Center. E, intanto Catanzaro si gode: la cittadella sanitaria è stata realizzata; lo snodo autostradale è avviato; il centro della protezione civile; la cittadella universitaria è visibile; lo snodo e la nuova stazione fs è pronta; la cittadella degli uffici regionali; non ultima la struttura Fieristica; oltre al Politeama, al Complesso S. Giovanni, al Museo ‘Del Passato Per Il Futuro al Parco’ della Biodiversità.  Ecco perché da “Soldato Sentinella sconfortato” grido: svegliamo!”, conclude De Biase.

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