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Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota del Presidente Commissione Sanità Salvatore De Biase in merito alle ancora mancate rinomine riguardanti la sanita regionale.

“Giammai vi fu detto più appropriato: “Fino a quando il medico studia, l’ammalato rischia di morire! Insomma il corollario in cui si muove l’attuale momento sanitario è questo: Di sicuro i DG, sono scaduti e assieme a essi i loro nominati (DS-e DA); La proroga prevista dei 45 giorni è stata consumata, e la Legge impedisce le rinomine, se non attraverso nuovi contratti che oggi parrebbero non effettuabili; Il Generale Pezzi, Tecnico delegato da parte del Ministero quale sub commissario al piano rientro, si cimentò nel merito con valutazioni politiche; Il Dr Pietro Menniti veterano dell’ASP e titolato dipendente, riceve un passaggio di responsabilità ufficiale, concordato con il Prefetto, e da qui, a costo zero, funge da timoniere momentaneo della struttura sanitaria, non incontrando però, i favori dell’altro pretendente nel ruolo, Ds Mario Catalano; Nel frattempo il Ministero finora non ha preso posizioni ufficiali, se non con Direttive come quelle registrate attraverso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, che finora non ha trovato piena condivisione da parte di tutti gli organi regionali”.

“A fronte di tutto ciò - prosegue - la domanda è quando finirà la telenovela nomine sì, nomine no, sulla sanità? Chi, è l’organismo titolato ad assumersi le proprie responsabilità? Sicuro c’è che la pentola bolle così tanto, che può scoppiare da un momento all’altro! Innegabilmente sono a rischio tutti gli ambienti sanitari, vista la confusione e la precarietà del momento; forse sono a repentaglio gli organi decisionali, quanto alcuni servizi che richiamano azioni di responsabilità. In una sola parola, perché il Ministero non nomina il proprio rappresentante sanitario, così come ha fatto in altre regioni? O la Calabria non può avere deroghe sulle assunzioni; non può avere a fianco, in un momento così difficile, il sostegno governativo Nazionale? Perché la Regione intravedendo sul piano del diritto il proprio dovere di nomina non decide di decidere? Con questa domanda lasciamo ai posteri l’ardua sentenza”.

 

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