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Lamezia Terme - "Mentre il PD si prepara ad ospitare la Festa dell'Unità regionale, c'è una questione politica rimasta in sospeso che pesa come un macigno e sulla quale il gruppo dirigente lametino continua a non esprimersi: l'azzeramento della segreteria provinciale di Catanzaro. Non può essere liquidata come un semplice incidente di percorso né di una normale dinamica interna. L'azzeramento della segreteria certifica il fallimento di un'intesa politica che aveva portato all'elezione del segretario provinciale e che oggi si è definitivamente sgretolata" è quanto si legge in una nota di Deborah Chirico, Giovanni Gallo, Antonio Sirianni  e Giovanna Viola.

"A dire il vero, che quell'accordo fosse fragile era evidente fin dall'inizio. Più che una convergenza fondata su una visione politica comune per il futuro della federazione provinciale, appariva come un'intesa costruita attorno alla gestione degli equilibri interni e alla distribuzione del potere. Un accordo scritto sulla sabbia, destinato inevitabilmente a crollare alla prima difficoltà. La cronaca di questi mesi -precisano - sembra aver dato ragione a chi, sin dall'inizio, aveva espresso perplessità. Quando manca una piattaforma politica condivisa e prevalgono gli interessi delle diverse componenti, gli accordi durano fino a quando convengono ai contraenti. Poi arrivano le rotture, gli azzeramenti e le rese dei conti".

"Eppure, in tutta questa vicenda, colpisce il silenzio del gruppo dirigente del PD di Lamezia. Un silenzio ancora più incomprensibile se si considera il peso politico che la città aveva acquisito dopo le elezioni comunali. Il risultato ottenuto dal Partito Democratico, nonostante la sconfitta avrebbe legittimato, politicamente e numericamente, una rivendicazione forte della rappresentanza lametina ai vertici della federazione provinciale. Sarebbe stato del tutto naturale sostenere la candidatura di un segretario provinciale espressione della città di Lamezia Terme. Quella rivendicazione, invece, non c'è stata. Oggi, alla luce di questo azzeramento, appare evidente che quella scelta non ha prodotto né stabilità né maggiore coesione politica. Per questo il tema non è soltanto l'azzeramento della segreteria provinciale. Il vero tema è l'assenza di una riflessione politica seria sulle cause che hanno portato a questa situazione.  Eppure, il momento imporrebbe esattamente il contrario". 

"Ben venga la Festa dell'Unità regionale. Ben venga una manifestazione capace di riportare il dibattito politico in città e di coinvolgere dirigenti, amministratori e cittadini. Ma una Festa dell'Unità rischia di trasformarsi in una grande operazione di facciata se, contemporaneamente, il partito continua a evitare le questioni che lo stanno lacerando al proprio interno. Perché l'unità non si costruisce organizzando eventi. L'unità si costruisce attraverso il confronto politico, la chiarezza delle posizioni e il coraggio di affrontare i problemi. Oggi il PD calabrese appare diviso su questioni strategiche, attraversato da tensioni territoriali, incapace di esprimere una linea comune su temi fondamentali come il sistema aeroportuale regionale. La federazione più importante della Calabria, quella di Cosenza, va verso il commissariamento. A Catanzaro viene azzerata la segreteria provinciale. E a Lamezia si continua a far finta che nulla sia accaduto".

"Se la Festa dell'Unità vuole essere davvero un momento di rilancio politico, allora non può limitarsi alla celebrazione rituale del partito. Deve diventare l'occasione per aprire finalmente una discussione vera sullo stato del PD calabrese, sulle sue contraddizioni e sui suoi errori. Perché i problemi non si risolvono con il silenzio. E l'unità, quella autentica, non nasce dagli accordi di potere. Nasce dalle idee, dalla partecipazione e dalla capacità di costruire una visione comune. Tutto ciò che, oggi, sembra ancora mancare al Partito Democratico calabrese".

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