Lamezia Terme - Il presidente del Centro Riforme Democrazia e Diritti Costantino Fittante interviene sulla polemica di chiudere le strade (e le scuole come accaduto lo scorso sabato, ndr) per le partite casalinghe della Vigor Lamezia attenendosi alle disposizioni di sicurezza imposte dalla Lega Pro. Fittante riprende dal cassetto un progetto che non trovò condivisione tra chi amministrava la città e gli ex dirigenti della Vigor. Il Centro Riforme aveva proposto venti anni fa, infatti, che lo stadio comunale fosse il Carlei in via del Progresso, località Stretto. Di seguito quanto affermato da Fittante e la spiegazione di quel progetto che fu "bocciato" e che, a suo dire, avrebbe ora evitato diversi inconvenienti come la chiusura delle strade (e delle scuole).
"Allo Stadio “G.D’Ippolito” sabato 20 è giocata la partita di calcio Vigor Lamezia – Salernitana. Il traffico cittadino ha subito forti modifiche in un raggio ampio rispetto all’impianto sportivo. Le Scuole sono state chiuse per l’intera giornata. I disagi sono stati notevoli. Tutto ciò perché la promozione della “Vigor” alla categoria superiore, comporta l’applicazione obbligatoria di specifiche norme di sicurezza la cui applicazione compete al Prefetto, anche se inevitabilmente si riflettono sul regolare svolgimento della vita e delle attività cittadine e sul Comune che l’opinione pubblica, sbagliando, lo ritiene responsabile per i disagi subiti e che certamente si ripeteranno se il calendario calcistico non muta evitando le partite di sabato. Lo Stadio è localizzato al centro della Città, a ridosso di una delle strade urbane più trafficate e lungo la quale insistono altri impianti sportivi, negozi, supermercati, abitazioni private. Una sorta di anomalia che si sarebbe potuta superare se solo all’inizio degli anni ’90, amministratori e dirigenti della squadra di calcio, avessero ascoltato i suggerimenti offerti dal Centro “Riforme – Democrazia – Diritti”. Di cosa si è trattato?
Nel 1994, La Provincia di Catanzaro ed il Comune di Lamezia Terme disponevano di molti soldi per la realizzazione di impianti sportivi. La Provincia: 3 miliardi e 900 mila lire per la realizzazione di un impianto polifunzionale in località Stretto S. Ippolito; il Comune 2 miliardi di lire per la ristrutturazione del “G. D’Ippolito” e 3 miliardi e 500 mila lire per la costruzione della piscina. Tutti finanziamenti assistiti: 50 per cento di contributo dello Stato a fondo perduto e la restante parte con mutuo a carico degli Enti Locali interessati.
Il Centro, l’ 8 ottobre 1994, in una riunione con Associazioni, Consiglieri Comunali, Dirigenti sportivi, avanzò una proposta:
1) concentrare le risorse per i grandi impianti ( i 3,5 miliardi della Provincia più i 2 miliardi del Comune) per realizzare nell’area dello Stretto S. Ippolito lo Stadio di calcio;
2) ubicare nella stessa area la piscina;
3) riconvertire l’area del “G.D’Ippolito” destinandone una parte a verde pubblico aperto e parcheggi e la restante parte per impianti sportivi diversificati: calcetto, tennis, basket, bocce, ecc.);
4) per la gestione dell’insieme del patrimonio di impianti sportivi, promuovere una società mista Provincia, Comune, Società sportive a cui concedere la gestione dei grandi impianti, affidando quelli di piccole dimensioni alla singole Società sportive o ad Associazioni. Nel corso della riunione, poche le voci di dissenso. Il 13 ottobre 1994, forti del sostegno dei partecipanti all’incontro, il Centro trasmette la proposta, formulandola in apposito specifico documento, alla Sindaca della città, chiedendo che la stessa venisse valutata ed eventualmente riformulata con elementi innovativi.
Dal Comune rifiuto netto, dai dirigenti della Vigor altrettanto. Per la Sindaca dell’epoca giammai si sarebbe seduta allo stesso tavolo con l’allora Presidente della Provincia di centrodestra ( un onesto e bravo professionista che, per altro, da medico ospedaliero del nostro nosocomio conosceva bene Lamezia ), per concordare l’insieme dell’intervento e formulare i protocolli d’intesa necessari; per i dirigenti della Vigor era un sacrificio inaccettabile per i tifosi raggiungere lo Stretto S. Ippolito. Per la Sindaca Lamezia era autosufficiente e non mescolava la sua attività ed il suo potere con la Provincia. Per il Presidente della Vigor bisognava difendere lo storico Stadio “G. D’Ippolito” semmai potenziarlo. Come è strana la vita! Allora rifiuto dell’incontro Provincia – Comune ritenendolo una contaminazione innaturale tra centrosinistra e centrodestra sia pure semplicemente per concordare la costruzione di un impianto sportivo; oggi, invece, per stravolgere la Costituzione, limitare i diritti fondamentali dei cittadini, si possono stringere accordi con il “pregiudicato”, firmare intese segrete e votarle senza fiatare! Per i “pensieri cortissimi” di allora la Città è costretta a subire le conseguenze gravi dei turni calcistici. Per i “pensieri deboli molli e opportunistici ” di oggi si possono negare diritti, tra questi quello, ad esempio, di scegliere liberamente da chi farsi rappresentare in Parlamento e farsi governare ! Due bei risultati. Grazie!".

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