
Lamezia Terme - Si è tenuta nella sala consiliare del Comune di Lamezia Terme, una riunione per aprire una riflessione sui servizi domiciliari finanziati e realizzati con l’utilizzo dei fondi PAC (Piano di Azione e Coesione).Al tavolo, insieme al Sindaco di Lamezia Terme, in rappresentanza dei comuni del distretto, gli attori interessati e coinvolti ai servizi, “così come avevano chiesto - precisa l’assessore Gullo - circa un mese fa le stesse cooperative sociali operanti sul territorio di Lamezia Terme”. Presenti, inoltre, l'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Lamezia Terme, Cittadinanza Attiva-Tribunale dei diritti del malato, Federconsumatori, Uneba Calabria, Confcooperative, Consorzio Privatassistenza, Consorzio Macramè, Coop.sociale Adan, Coop. Primavera, alcuni sindaci del distretto e alcune rappresentanze sindacali.
“Sono state ampiamente illustrate le criticità - informa in una nota Elisa Gullo - la prima relativa alla rendicontazione dei costi di questi servizi, derivanti da una ‘errata’ qualificazione giuridica del rapporto sotteso di accreditamento degli enti preposti, che porta ad un non pieno riconoscimento dei costi di gestione sopportati. La seconda la problematica finanziaria delle cooperative , poiché il riconoscimento del credito si riesce d ottenere solo dopo un anno o più, costringendo il comune ad anticipare oltre le somme esigue ricevute come acconto”.
“In questo circolo vizioso - commenta l’Assessore alle Politiche Sociali Decoro Urbano e Verde Pubblico - l’aspetto drammatico e preoccupante è quello dei cittadini ‘Fragili’ che rischiano, come in alcuni casi è stato, l’interruzione dei servizi, e anche quello dei lavoratori che non possono ricevere regolarmente lo stipendio a causa dell’impossibilità della cooperativa di accedere ad anticipazione bancaria. Nel corso dell’incontro si è ribadito l’importanza strategica dell’assistenza domiciliare in un momento storico come questo dove la razionalizzazione del sistema sanitario, la crisi economica e il nuovo quadro epidemiologico chiedono interventi integrati sul territorio capaci di realizzare fattivamente il passaggio dalla ‘cura’ al ‘care’. I Piani di Azione e Coesione e servizi sottesi nascono con il preciso obiettivo di incrementare i servizi domiciliari con lavoro regolare realizzando uniformità sul territorio nazionale, ma stante le criticità l’obiettivo è lontano”. “Il tavolo appena costituito - conclude la Gullo - si è posto l’obiettivo di perfezionare un documento da sottoporre direttamente al Ministero”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA