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Lamezia Terme - "L’avvio della procedura sanzionatoria da parte dell’Anac per la mancata adozione del piano triennale anticorruzione è un pessimo segnale e un ulteriore elemento che indebolisce la credibilità della nostra città" è quanto si legge in una nota delle forze forze progressiste e di sinistra Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Nuova era, Lamezia Bene Comune, Italia Viva.

"Non si tratta - precisano - di un aspetto meramente formale, ma di un atto che mette nero su bianco le procedure e gli strumenti con cui un ente previene le diverse forme di corruzione per garantire legalità e trasparenza. Rendiamoci conto: in un Comune che da poco più di un anno è uscito dal terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose, la prima amministrazione eletta ritarda nell’adozione del piano fino al punto da far scattare un procedimento sanzionatorio da parte dell’Anac. Tutto questo – è bene ribadirlo – nonostante l’amministrazione Mascaro abbia avuto oltre un anno per l’adozione del piano e nonostante il consiglio comunale abbia deliberato addirittura a febbraio scorso le linee guida per la predisposizione degli obiettivi strategici e di promozione di nuovi livelli di trasparenza per il triennio 2020/2022".

E si domandano "Che cosa è stato fatto in dodici mesi dall’amministrazione Mascaro su questo fronte? E soprattutto: che messaggio si manda alle istituzioni dello Stato se un’amministrazione comunale, subito dopo il terzo scioglimento, non adotta un atto fondamentale per la trasparenza e la legalità? E’ sempre colpa del solito fantomatico complotto contro la città oppure si vuole una volta per tutte prendere atto delle proprie inadempienze?". "Sulla legalità e la trasparenza - concludono -la nostra città non può permettersi nessuna svista, neppure un momento di distrazione! Siamo certi che il commissario straordinario procederà all’adozione dell’atto nel più breve tempo possibile". 

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