
Lamezia Terme - "La vicenda dell'estromissione di Futuro Nazionale dal governo della città è ormai chiarita, almeno su un punto fondamentale: la nostra adesione a Futuro Nazionale, avvenuta nel mese di giugno, non può essere considerata la vera ragione della rottura politica. Lo stesso sindaco Mario Murone ha confermato, anche in Consiglio comunale, di essere stato informato della costituzione del gruppo. Eppure continua ostinatamente a riproporre una giustificazione che non regge alla prova dei fatti. Adesso è arrivato il momento di dire alla città tutta la verità". La richiesta arriva da Futuro Nazionale Lamezia Terme e, in particolare, dal coordinatore regionale e deputato lametino Domenico Furgiuele.
Da FN chiedono, in primo luogo "Chi ha chiesto realmente la testa del nostro gruppo consiliare? È stata soltanto Forza Italia, alla luce delle dichiarazioni del presidente Roberto Occhiuto, oppure anche Fratelli d’Italia, che ha successivamente acquisito le deleghe precedentemente affidate al nostro gruppo consiliare? E soprattutto, quali pressioni politiche sono state esercitate sul sindaco Murone affinché assumesse una decisione che ha finito per indebolire la sua stessa maggioranza?". Sono domande politiche precise, affermano: "alle quali il sindaco ha il dovere di rispondere. Perché dietro questa operazione non possono continuare a nascondersi responsabilità e interessi che nulla avrebbero a che vedere con il buon governo della città. Ma c'è un aspetto ancora più grave. Murone si è mai chiesto quali conseguenze avrebbe prodotto la decisione unilaterale di estromettere un gruppo consiliare dalla propria maggioranza, in assenza di una rottura sul programma amministrativo? Ha mai considerato che, riducendo i numeri della propria maggioranza, avrebbe indebolito innanzitutto se stesso, esponendo l'amministrazione al rischio di condizionamenti e ricatti politici? È questo il modo di tutelare gli interessi di Lamezia Terme oppure si è scelto di assecondare equilibri e convenienze maturati fuori dalla città?".
E, precisano. "Non abbiamo alcuna questione personale con Murone. Al contrario, avevamo costruito un rapporto umano e politico fondato sulla fiducia e sulla collaborazione. Proprio per questo ci sentiamo profondamente traditi. E non possiamo ignorare un passaggio delle sue stesse dichiarazioni in Consiglio comunale: il tentativo di convincere l'assessore di nostra espressione ad assumere una posizione diversa. Cosa significava esattamente? Che avrebbe potuto conservare il proprio incarico prendendo le distanze da Futuro Nazionale? Se a questo aggiungiamo che, nello stesso periodo, anche un nostro consigliere comunale sarebbe stato avvicinato affinché abbandonasse il gruppo, il quadro politico diventa ancora più inquietante. L'obiettivo era davvero risolvere una presunta incompatibilità politica oppure disarticolare dall'interno Futuro Nazionale? Perché colpire un gruppo che stava lavorando concretamente per la città? Forse perché la sua autonomia politica e amministrativa dava fastidio? È questa la concezione della politica che deve continuare a governare Lamezia Terme, dove chi prova a lavorare con indipendenza rischia di diventare un problema anziché una risorsa?".
Infine, un'ultima riflessione: "Da mesi il Partito Democratico conduceva una battaglia politica contro la presenza di Futuro Nazionale in maggioranza. Ebbene, chi ha finito concretamente per favorire quella battaglia? Paradossalmente, proprio il sindaco e quanti potrebbero averne condizionato le scelte. Perché estromettere un gruppo operativo della propria maggioranza, indebolendo la coalizione di centrodestra, significa oggettivamente offrire un vantaggio politico alla sinistra. Altro che difesa del centrodestra. Qui si rischia di aver fatto esattamente il contrario. Murone smetta dunque di ripetere la solita cantilena sull'incompatibilità ideologica e risponda finalmente alle domande che poniamo. Chi ha chiesto la nostra estromissione? Quali interessi sono stati tutelati? E soprattutto, perché sacrificare la stabilità amministrativa di Lamezia Terme per una scelta che non trova giustificazione nel lavoro svolto dal nostro gruppo? Noi continueremo a difendere la nostra autonomia e, soprattutto, gli interessi della città. Perché Lamezia Terme merita una classe dirigente libera da condizionamenti, non una politica nella quale gli equilibri tra partiti vengono prima del bene comune".
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