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Lamezia Terme: Gli esponenti della sezione Primerano del Pd di Lamezia, Giannuzzi e Aiello, invitano la cittadinanza a votare Si al referendum contro le trivellazioni previsto per il prossimo 17 aprile. 

"Difendiamo il nostro paesaggio - affermano in una nota -  la nostra terra e sosteniamo le energie rinnovabili, opponiamoci alle energie da fossili, non permettiamo che il nostro “bel Paese” venga ulteriormente deturpato. Il 17 aprile, al referendum, votiamo SI e fermiamo le trivelle. Cancelliamo la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Nonostante, infatti, le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più scadenza certa.E’ da poco stata resa nota la cifra che la British Petroleum (BP) dovrà pagare per il disastro ecologico causato (per dolo volontario e negligenza ) nel 2010 a seguito dell’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon di fronte le coste americane : 18,7 miliardi di dollari. Noi ci chiediamo, come si fa a quantificare un disastro ambientale? Quale sarebbe stato il giusto risarcimento se il disastro fosse avvenuto in Puglia o in Calabria? Come si può quantificare il danno subito nell’area più bella e densa di storia del pianeta? Inoltre il Mediterraneo è un “bacino“ e non un oceano, e le conseguenze nefaste a seguito di un incidente perdurerebberro nel tempo. Non lasciamo che gli interessi di pochi uomini a capo di multinazionali decidano per i molti che vivono e amano il mediterraneo. Diciamo SI !  ad un economia libera da energie da combustibili fossili.

Il nostro più degli altri è un futuro di energie da fonti rinnovabili, con investimenti in ricerca , occupazione , innovazione e sostenibilità. Preserviamo le nostre ricchezze , la pesca, il turismo , non è immaginabile pensare ad ospiti stranieri in vacanza , compiacersi della vista di una “bella piattaforma petrolifera". Dall’indagine  condotta dall’organizzazione di Washington ,"Oil Change International", a dicembre 2015, risulta che  l’Italia spende in aiuti ai combustibili fossili risorse 42 volte maggiori dei fondi destinati alle politiche climatiche. Per 84 miliardi di dollari l’anno dati all’industria petrolifera, solo 2 vengono destinati al Fondo verde per il clima, creato dall’ONU per catalizzare fondi da spendere in misure di adattamento e mitigazione degli effetti del riscaldamento globale.Il nostro SI è senza dubbio anche una volontà di invertire questi dati". 

 

 

 

 

 

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