
Lamezia Terme – “C'era una volta, a Lamezia Terme, un articolo di regolamento che diceva una cosa semplice: chi ha in casa un figlio, un genitore, un familiare con disabilità grave, la tassa sui rifiuti non la paga. Punto. Senza cavilli, senza soglie, senza moduli su moduli”. A riportare l'attenzione sulla Tari è il gruppo Pd in consiglio comunale con i consiglieri Lidia Vescio, Fabrizio Muraca e Gennarino Masi che, ricordano: “Quell'articolo non esiste più. Con la modifica del Regolamento TARI approvata dal Consiglio Comunale il 21 luglio 2026, l'Amministrazione ha smontato pezzo per pezzo quella tutela, e lo ha fatto — è scritto nero su bianco nei loro stessi documenti — per motivi di cassa. Tradotto: meno tutele per i disabili, più soldi nelle casse del Comune”.
Dall'esenzione totale alle soglie ISEE: “il downgrade dei diritti”
Secondo quanto affermano i tre consiglieri Pd: “Prima - esenzione totale dalla TARI, senza alcun limite di reddito, per i nuclei con componenti disabili gravi. Dopo la retromarcia forzata dell'Amministrazione — costretta a correre ai ripari con un emendamento sindacale dell'ultimo minuto, dopo le proteste in commissione — la tutela è stata sostituita con:
- 100% di riduzione solo se l'ISEE è sotto 9.530 euro;
- 50% di riduzione solo se l'ISEE è tra 9.530 e 18.000 euro;
- zero tutela sopra quella soglia.
Chi conosce la realtà delle famiglie con disabili gravi sa che l'ISEE di questi nuclei è quasi sempre gonfiato artificialmente dal computo delle indennità di accompagnamento e delle pensioni di invalidità. Significa che moltissime famiglie che avevano diritto all'esenzione totale oggi si trovano fuori da ogni tutela, pur non avendo alcuna reale capacità economica in più”.
“Una scelta, non un obbligo”
Secondo il gruppo Pd in consiglio “l'Amministrazione ha provato a giustificarsi richiamando l'art. 1, comma 660, della Legge n. 147/2013. Ma quella norma non impone nulla: consente solo, in via facoltativa, che eventuali riduzioni siano finanziate dalla fiscalità generale del Comune. Il Comune avrebbe potuto scegliere di tenere l'esenzione e pagarla con le proprie risorse generali. Ha scelto di non farlo. Ha scelto di far pagare il conto ai disabili”.
Da qui, sostengono, “Una doppia beffa: a Lamezia Terme i servizi per le persone con disabilità sono spesso insufficienti o del tutto assenti. Le famiglie con figli o parenti disabili sostengono già da sole costi enormi di assistenza, cura, spostamenti, supporto quotidiano. L'esenzione TARI non era un privilegio: era l'unica, minima compensazione per un carico che lo Stato e il Comune non riescono a garantire diversamente. Oggi quella minima compensazione viene tolta. Due volte penalizzati: prima dai servizi che non ci sono, poi dalla tassa che torna a pesare.
Il sindaco dovrebbe chiarire perché ha scelto di intervenire proprio sulla fascia più fragile della cittadinanza? Perché non si è utilizzata la fiscalità generale, come la legge consentiva, per proteggere chi ha già un carico di vita difficilissimo? Perché i grandi invalidi di guerra hanno diritto al 100% di riduzione senza alcun filtro di reddito, mentre i disabili gravi civili devono sottostare a soglie ISEE stringenti? Sono domande che i cittadini e le famiglie con persone con disabilità di Lamezia Terme meritano di vedersi rispondere. Continueremo a vigilare e a chiedere che questa scelta venga corretta, ripristinando una tutela piena per i nuclei con disabilità grave, finanziata — come la legge consente — con la fiscalità generale e non sulla pelle di chi ha già dato abbastanza”, concludono dal Gruppo consiliare Pd.
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