Salta al contenuto principale

mtl-convegno1.jpg

Lamezia Terme – Una vera e propria lezione di storia quella che, stasera, ha tenuto il professore Franco Mastroianni nella sede di Mtl in via dei Bizantini. Il Movimento Territorio e Lavoro ha, infatti, organizzato una serie di incontri tematici dal titolo “Il mondo che cambia” perché, come hanno spiegato i rappresentanti del movimento, Fernando Isabella e Massimo Cristiano, “il mondo è sempre stato caratterizzato da improvvisi e continui cambiamenti, fra i quali, ad esempio. la caduta del Muro di Berlino, l’attentato alle Torri Gemelle di New York e oggi la nascita dello Stato Islamico, in un contesto in continua evoluzione con tematiche destinate a mutare il prossimo futuro”. Ad aprire il ciclo di incontri, l’intervento del professore Mastroianni, che ha cercato di dipanare la complessa matassa della questione palestinese. Una ricostruzione storica puntuale, con date e avvenimenti, con un excursus che ha toccato non solo i punti salienti che hanno portato a quella che viene definita “la terza intifada”, ma anche quelli che hanno anticipato la nascita dello stato di Israele. Una storia complessa, ricca di sfaccettature che può essere interpretata in diversi modi e che questa sera ha visto il punto di visto di uno storico che ha raccolto dati e informazioni per arrivare a capire perché si è arrivati ad una vera e propria guerra fatta da atti di terrorismo che colpiscono l’una e l’altra parte. Mastroianni ha cominciato dalla diaspora ai tempi di Tito, durante l’impero romano, passando dal Medioevo, fino alla prima idea di Stato d’Israele, alla fine dell’ottocento con i primi vagiti del movimento del Sionismo. Da qui, il professore ha spiegato il perché della decisione di spostare il popolo degli ebrei in Palestina.

“Storicamente – ha spiegato - erano più di mille anni che non esistevano tracce di ebrei in Palestina, e l’intenzione di creare lo stato Ebraico di Israele era dovuto all’appoggio delle famiglie ebree americane ed europee che cominciarono a creare i primi insediamenti in terra araba, tentando anche di comprare, nel 1901, la Palestina dal sultano che, però, rifiutò l’accordo. Ai tempi della prima Guerra mondiale, poi, solo il 3% della popolazione palestinese era di origine ebrea”.Ad appoggiare la creazione dello Stato di Israele , con quello che Mastroianni ha definito “il focolare ebreo in Palestina”, furono, come ha spiegato, gli appoggi che arrivarono dal governo Britannico e dalla regina. “Avvallati dall’appoggio britannico, che dopo la prima guerra mondiale aveva il controllo sullo stato della Palestina e con una sorta di doppiogiochismo – ha aggiunto Mastroianni – continuarono gli insediamenti ebraici e cominciarono a nascere anche i primi gruppi terroristici con lo scopo di convincere con la violenza la popolazione araba ad allontanarsi dalla Palestina”. Storia che continua fino alla seconda guerra mondiale e dopo, quando, con la decisione dell’Assemblea Generale dell’Onu si decise la spartizione della Palestina in due stati “uno ebraico (con il 56% del territorio) e l’altro arabo (con il 43%) e, nel 1948 gli ebrei cominciarono a compiere una vera e propria pulizia etnica,- ha affermato Mastroianni - occupando il 71% del territorio palestinese”. Da allora da una parte e dall’altra, ininterrottamente, cominciarono attacchi trasversali, volti a compiere veri e propri atti di terrore: negli anni 80 cominciò la prima intifada, nei primi anni del 2000 la seconda e ora la terza, “quella delle pietre e dei coltelli” ha specificato il professore Mastroianni. “La questione palestinese – ha affermato poi il professore – è cruciale per spiegare il problema di tutto il Medioriente. Il terrorismo – ha aggiunto – non è giustificabile ma ciò che li porta a compiere questi gesti è l’esasperazione”. A margine della discussione sulla questione palestinese è stato fatto anche un parallelismo e collegamento con la questione della cosiddetta guerra contro l’Isis, lo stato islamico che ha rivendicato gli attentati parigini di una settimana fa: “in questa guerra – ha detto Mastroianni – ognuno gioca la sua partita e – ha aggiunto – la nostra politica sembra quasi “schizofrenica”. Vero è – ha concluso – che il mondo arabo vede la Palestina come l’esempio assoluto di sottomissione all’Occidente”. Difficile è raccontare questa parte di storia soprattutto perché è difficile riassumere in poche righe anni e anni di tribolazioni che hanno coinvolto due popolazioni convinte, da una parte e dall’altra, di avere ragione.

C.S.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.