
Lamezia Terme - “La conferenza dei Capigruppo ha fissato per il 27 gennaio il Consiglio Comunale per l’adozione del piano Strutturale. Il partito Democratico ritiene che sia necessario che le forze politiche presenti in consiglio prendano atto di alcuni fatti oggettivi e della maturazione, già avvenuta all’interno del Centro Sinistra Nazionale, di una valutazione di natura politica di carattere generale”. Esordisce così il coordinatore del Pd Giuseppe Petronio aggiungendo poi una serie di considerazioni, che lo stesso considera come “fatti oggettivi”, che riportiamo di seguito.
“Il piano strutturale è datato 2008. Da quella data in poi la crisi economica ha colpito in modo rovinoso l’edilizia ed al dato macroeconomico si è aggiunta la crescita zero della popolazione. In altri termini il mercato del nuovo è fermo e gli incentivi governativi si sono spostati sul recupero e la ristrutturazione. Il Piano paesistico ha stabilito che i Comuni che interverranno con nuove costruzioni nelle aree urbanizzabili perderanno i finanziamenti sul patrimonio edilizio esistente. I due fatti insieme creano un problema di equilibrio al piano che contava molto sulla perequazione utilizzando sia la aree urbanizzate che quelle urbanizzabili. Ora è evidente che tutto il meccanismo della perequazione, previsto nel piano, perde molto di efficacia se gli incentivi per cedere le aree standard al comune e per operare sul patrimonio storico hanno, come corrispettivo, volumi di nuovo da realizzare. Infatti, il Privato potrebbe non avere interesse allo scambio ritenendo, di scarsa utilità economico un corrispettivo senza mercato ed in caso di esproprio, potrebbe valutare più conveniente incassare l’indennità. Queste valutazioni portano a riconsiderare tutto il meccanismo di superamento dei piani di lottizzazione ed il rilascio dei permessi a costruire singoli, in quanto, oggi, appare più difficile la realizzazione ( a costi contenuti) di quei servizi comunali indispensabili alle nuove edificazione e senza dei quali nessuno può rilasciare alcuna autorizzazione. Ovviamente poiché non è pensabile rinunciare ai finanziamenti statali nessuna delle proposte dei Privati in area urbanizzabile può essere accolta ma, a questo punto, e tutta l’area urbanizzabile che appare inutile e rischia di creare una destinazioni d’uso fittizia che potrebbe danneggiare gli stessi proprietari.
Tali considerazioni ci consentono d’introdurre il concetto politico che prevede l’impegno a non consumare più il territorio e che noi riteniamo elemento fondante della nuova coalizione del Centro Sinistra, senza il quale appare difficile qualsivoglia accordo. Infatti, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta Regionale, e con essi tutti i più noti esperti della materia, ritengono che la maggiore parte dei danni subiti dal territorio negli ultimi 50 anni, sono dovuti in gran parte all’eccesso di urbanizzazione. Lo sviluppo spropositate fuori controllo dell’edilizia e l’aggressione a territori fragili è la causa di frane e smottamenti nonché di esondazioni e di una costante situazione di pericolo dovuta alla sismicità del territorio Italiano, tra cui Lamezia spicca per le numerose scosse che si ripetono durante l’anno – ultima nel periodo natalizio.
Appare quindi indispensabile operare anche con un notevole ridimensionamento delle aree di insediamento diffuso limitandosi a quelle che hanno realmente tali caratteristiche e prevedendo una successiva ulteriore organizzazione urbanistica per un recupero ordinato dell’esistente che possa integrarsi con i servizi e la nuova edificazione. Per queste ragioni Il Partito Democratico ritiene di dover lavorare per aprire un confronto con lo forze del Centro Sinistra auspicando una convergenza sui punti sopra riportati al fine di adottare il Piano nei tempi più brevi possibili ma avendo la consapevolezza che un distinguo sullo stesso avrebbe conseguenze politiche di non poco conto”.
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