
Lamezia Terme - I segnali di una rottura si erano già palesati al momento del voto sul Bilancio di previsione allorquando in Aula, Lega e Fratelli d'Italia avevano espresso la loro contrarietà. Ora, la spaccatura nel centrodestra lametino sembra insanabile e questo per via di un giudizio negativo sull'operato della Giunta guidata da Paolo Mascaro, sorretta dai “soli” centristi (Fi-Cdu-Udc) e da alcuni consiglieri fedeli al primo cittadino con l'aggiunta di “Noi Moderati” che, a dire il vero, al suo interno appare non proprio coesa. Nell'ultimo Consiglio comunale, per esempio, non è passata inosservata l'assenza del consigliere Giovanni Saladini fra gli scranni dove invece era presente Annalisa Spinelli che ha offerto il sostegno all'Amministrazione.
Lega e Fratelli d'Italia starebbero pensando, secondo voci sempre più diffuse negli ambienti politici cittadini, a preparare un’alternativa a Mascaro che, aderendo a Forza Italia e con la benedizione del governatore Roberto Occhiuto, potrebbe appunto ricandidarsi a sindaco nella tornata del prossimo anno. E si sa che passata l'estate si entra già nel vivo della campagna elettorale per le Amministrative. In politica però, come è noto, non c'è nulla di scontato e le carte sovente si mescolano e si rimescolano a seconda delle “convenienze” del momento e dei desiderata di qualche esponente più o meno di “peso”. Lega e Fdi, dunque, starebbero pensando ad un candidato a sindaco alternativo cercando anche di aggregare altre forze politiche. In primis Azione che adesso in Consiglio comunale ha un proprio gruppo potendo contare sull'adesione di Rosy Rubino che affianca Dario Arcieri. Pare che in questi giorni siano molte le interlocuzioni in atto, e Azione potrebbe propendere per la formazione di un raggruppamento che possa rappresentare un’alternativa a Mascaro e centristi, magari proponendo un proprio candidato alla corsa per lo scranno più importante di via Perugini. Se il centrodestra appare ad oggi così diviso, nel centrosinistra attualmente il dibattito sembra congelato. Da un lato c'è un Partito democratico in ambasce, in uno stato di grande difficoltà. Non ci sono segnali di ricucitura tra la “fronda” contraria al segretario Gennarino Masi. A quando è dato sapere i vertici provinciali e regionali, fino ad oggi non si sono espressi, almeno pubblicamente. Con Movimenti e Associazioni che stanno alla finestra per capire cosa accadrà e come collocarsi. Ci saranno i soliti veti incrociati? Si arriverà ad una candidatura forte e unitaria, o anche nella prossima tornata prevarranno personalismi a discapito dell'unità della coalizione? Insomma, vista la situazione politica che si potrebbe delineare, sarà in grado il centrosinistra di approfittare delle eventuali divisioni nel centrodestra?
A. C.
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