
Lamezia Terme - “La replica dell’ex segretario generale comunale Cesare Pelaia all'Ordine degli ingegneri segue l'approccio che la precedente amministrazione ha avuto in tema di legalità. Un'amministrazione che emula se stessa nella convinzione che un'illegalità cancelli la successiva o, meglio, che le consuetudini da essa instaurate siano sinonimo di rispondenza alle norme dello Stato”. Così commenta Italia Nostra alla replica dell’ex segretario generale comunale Cesare Pelaia.
“Si è chiesto, per esempio, il segretario generale Pelaia lo scempio urbanistico che ha determinato la variante alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale del 2007 che, stato di fatto alla mano, ha causato danni rilevantissimi al territorio come è documentato dalle numerose denunce apparse anche sulla stampa, su alcune delle quali sono tuttora in corso indagini giudiziarie? Si è accorto il segretario generale Pelaia che nessuno ha sollevato il problema dell'avallo tecnico sulla variante alle Norme tecniche di attuazione del Prg, solo perché esse coniugavano gli interessi del centrodestra con l'interesse del centrosinistra di mantenere le poltrone del governo della città? O forse anche perché il professionismo politico dell'antimafia è stato causa di molti equivoci, silenzi e complicità in questa città? In ogni caso, della variante alle Norme tecniche di attuazione citata dal segretario Pelaia non ci sarebbe alcun motivo di orgoglio. Anzi: è stata un'adozione con 15 voti favorevoli del centrodestra e nessuno voto contrario del centrosinistra (cfr delibera del Consiglio comunale n. 23 del 28.11.2005) a pochi mesi dall'insediamento dell'Amministrazione Speranza, quale prezzo degli accordi politici con Galati & C.
Meglio stendere un velo pietoso sull'argomento. Ma non possiamo non chiedere al segretario generale Pelaia se egli ha tutelato l'interesse pubblico nel disattendere la legge urbanistica regionale che prescrive l'obbligo (non la facoltà) di trasmettere gli elaborati con firma digitale del progettista (combinato disposto dei commi 2 e 4-bis dell'art. 27) e non anche del Rup (peraltro non incaricato di surrogare il progettista). Ma ci sarebbe anche di più: sembra che la Provincia abbia chiesto ufficialmente gli elaborati recanti la firma del progettista Crocioni che nella sua lettera di dimissioni è stato abbastanza esplicito, evidenziando al sindaco Speranza che sarebbe stato necessario “mettere sul tavolo della pianificazione territoriale sovraordinata un Psc serio, efficace e ben costruito”. Peraltro, Crocioni nella sua lettera di dimissioni aggiunge: “forse mi sono perso il fatto che il Consiglio divenisse direttamente progettista del Reu, come in precedenza aveva fatto sostituendosi direttamente al geologo incaricato della Relazione geomorfologica, per tacere delle norme antimafia malamente interpretate, ad evidente copertura della vistosa mancanza di misura e perdita di senso della realtà”. “E – sempre Crocioni aggiunge – non autorizzo fin d'ora l'Amministrazione ad avvalersi della mia firma”. E' stato poi forse dato l'incarico ad un altro progettista, a sua insaputa? Come fa il segretario generale a dichiarare la legittimità, la trasparenza, la correttezza tecnica e amministrativa del Piano strutturale di Lamezia, che appare ai più come il simbolo massimo dell'illegalità? Sarebbe stato più civile il silenzio da parte di chi non ha perseguito certamente l'interesse pubblico”.
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