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Lamezia Terme - L'avvocato Italo Reale interviene in merito alla cherelle tra Petronio e giunta Speranza.

“Ho seguito con attenzione il dibattito che si è sviluppato in Consiglio Comunale, sui giornali ed anche nel mio partito  ed ad un certo punto ho avuto l’impressione che sarebbero intervenuti Fanfani ed Andreotti tanto era intriso di quel politicismo da prima repubblica che è stata una delle ragioni della fine della credibilità dei partiti. Tornando infatti alla lettera del Senatore Petronio ed alle sue dichiarazioni anche all’interno del PD, mi pareva che l’opinione dello Stesso fosse che  l’Amministrazione speranza, soprattutto per responsabilità del Sindaco, avesse sostanzialmente fallito nel governo della città. Ovviamente sono d’accordo ma mi sarei aspettato che il Gruppo del PD in Consiglio Comunale ne traesse le conseguenze togliendo la fiducia al Sindaco ma così non è stato e per consentire di raccattare i voti per l’approvazione del conto consuntivo, del bilancio e del piano decennale il Presidente del Consiglio Comunale (del PD) si è dimesso per far eleggere Grandinetti in attesa di essere nominato Vice sindaco.
Uno scambio indecente, di sopravvivenza che nulla a che fare con la politica ma, come Scopelliti alla Regione, è solo un tentativo per tirare avanti  senza affrontare nessuno dei problemi che ha accompagnato i fallimenti di Speranza che sono ovviamente anche i fallimento del Gruppo del PD e della sua delegazione in Giunta.

Ora non ero e non sono contrario alla conclusione della Consiliatura al suo termine naturale e non ritengo neanche uno scandalo l’elezione di Grandinetti a Presidente del Consiglio ma quello che è inaccettabile e lo scambio di poltrone ed il rifiuto di affrontare la situazione. Infatti le Sezioni Riunite della Corte dei Conti,nella sentenza n.19/2014 dopo aver riconosciuto le correttezza delle conclusioni della Corte dei Conti della Calabria ( e quindi della dichiarazioni di dissesto) le ritiene superata) in quanto (pag.20) “il Comune ha provveduto ad approvare il consuntivo 2013 vera e riscontrabile evidenza contabile che permette di accertare con incontrastabile oggettività e veridicità, in disparte proiezioni solo previsionali, l’avvenuto conseguimento o meno, dell’obiettivo intermedio programmatico per l’anno 2013”e da tale novità trae le sue conclusioni per accogliere il ricorso del Comune. Ma il consuntivo 2013 non solo non è stato approvato, e quindi qualcuno del Comune o della sua difesa tecnica ha mentito alla Corte dei Conti, ma i Revisori del Comune su tale documento hanno espresso parere negativo per cui tutto il successo declamato dal Sindaco è fondato su un evidente falso e rischia  di affondare nella più grande brutta figura dell’Ente dopo il duplice scioglimento  per infiltrazioni mafiose. Si poteva fare una cosa diversa? Certo, si poteva proporre una Giunta di Unità chiamando lì opposizione a collaborare, si poteva prendere atto della situazione nei documenti contabili, si poteva pensare ad una Giunta  condivisa,magari di tecnici, che governasse in modo professionale gli Uffici per valorizzare anche le professionalità interne, ma si è preferita “la manovra di palazzo”. Troppo poco e troppo male per una città in grandissima difficoltà e che non ha certamente il bisogno di allungare l’agonia di una Amministrazione che si è dimostrata assolutamente incapace di governare  la sua stessa struttura amministrativa”.

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