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Lamezia Terme – Il Comune interviene con una nota sulla vicenda Icom.

“Nel 2002 la società Icom presentò al Comune un progetto chiamato “Borgo antico” per la realizzazione di un centro di vendita in una località adiacente la strada “Due mari”, in una zona che dal punto di vista urbanistico aveva destinazione agricola. La richiesta tendeva ad ottenere la concessione edilizia in deroga allo strumento urbanistico. Il Comune rigettò la richiesta. Ci fu una conferenza di servizi il cui esito, però, stranamente, benché non definito, fu pubblicato sul BURC come concluso. Tale circostanza indusse il TAR Calabria prima ed il Consiglio di Stato poi a giudicare illegittimo il diniego.

Su tale base ed a qualche anno di distanza Icom presentò ulteriore ricorso al TAR per ottenere non già il premesso a costruire, che avrebbe potuto facilmente ottenere sulla base delle precedenti sentenze, ma il risarcimento del danno preteso stimato per loro in oltre 50 milioni di euro. Il Comune si è ovviamente difeso, ma il TAR Calabria, con sentenza parziale n. 1177 di dicembre 2013, ha comunque disposto la nomina di due consulenti tecnici per quantificare il danno, ritenendo accertata la responsabilità del Comune, riservandosi di decidere nel merito. La prossima udienza è fissata nel marzo del 2015. Contro tale sentenza parziale, il Comune ha proposto appello al Consiglio di Stato, ritenendo di non condividere le motivazioni con le quali il TAR ha ritenuto esista la responsabilità del Comune. Ciò dunque a prescindere dall’importo che dovesse essere deciso. Il ricorso è tuttora pendente.

I consulenti del TAR hanno trasmesso alle parti uno schema di relazione, sulla scorta dei quesiti posti, nel quale risulta che la stima del valore attribuibile della struttura, calcolato al netto dell’area di sedime e dei costi di costruzione, risulta essere pari euro 15.779.000,00. I tecnici del Comune hanno trenta giorni di tempo per trasmettere le proprie osservazioni e conclusioni relativamente allo schema di relazione redatto. Sono già al lavoro in tal senso e presenteranno una serie di valide osservazioni allo schema di perizia. È comunque ovvio che nel caso in cui il TAR decidesse di fissare somme da pagare alla Icom, il Comune presenterebbe ricorso anche contro questa ulteriore decisione. Dunque al primo ricorso presentato nel maggio di quest’anno ne seguirebbe un secondo dopo l’udienza del TAR di marzo 2015. L’Amministrazione sta tutelando gli interessi della città e quindi riterrebbe ingiusto la condanna al pagamento di somme, specie se consistenti. L’ esecuzione delle sentenze già a suo tempo emesse, e quindi definitive, chiaramente determinerebbe oggi il rilascio dei permessi a costruire da parte del Comune”.

REAZIONI

Udc: "Chiarire e dare soluzioni su intera vicenda"

L'UDC cittadino, nelle eprsone del segretario Giancarlo Nicotera e del capogruppo in consiglio comunbale Francesco Chirillo intervengono sulla vicenda Icom con una nota chiedendo ulteriore chiarezza sull'intera vicenda. "Aprire un confronto serio, costruttivo ed approfondito, senza strumentalizzazioni di sorta, per conoscere realmente le situazioni nel concreto, nonché i piani di rilancio o i progetti o le strategie d’insieme o le possibili soluzioni in merito a due vicende che incideranno inesorabilmente sul futuro della Città, di chi l’amministrerà nel post-Speranza e dei nostri figli.  Chiediamo al presidente del Consiglio Francesco Grandinetti di affrontare al più presto in Consiglio comunale, assieme ai tecnici, alle parti sociali, alla cittadinanza attiva ed ai partiti, temi come la Multiservizi S.p.A e la vicenda ICOM, con tutte le annesse implicazioni sociali ad essi legati. Sono questioni non più rinviabili, e quindi ineludibili, che vanno discusse ed approfondite al più presto nell’assise comunale. La vicenda ICOM sarà, in caso di condanna definitiva, un’altra tegola incredibile per le già deficitarie casse comunali e provocherà, per la possibile entità del risarcimento chiesto e quantificato, un danno enorme alla collettività ed a chi governerà la Città dopo l’attuale Sindaco. Invero, le ricadute definitive delle vicende giudiziarie si avranno certamente dopo questa consiliatura. Come si intende affrontare tutto ciò, oltre che con le dovute e legittime difese giudiziarie? A che punto è la vicenda inerente l’area che prima era agricola e che poi è stata oggetto di istanza di titolo edilizio e mutamento dello strumento urbanistico? Costo e valore del terreno che, nei successivi passaggi di proprietà, per come è dato sapere, sono lievitati esponenzialmente. Su questo punto occorre fare una valutazione seria a difesa delle ragioni dell’Ente in tutte le sedi possibili. Senza creare un clima di caccia alle streghe, occorre pertanto considerare, valutare e portare all’attenzione della Città tutti gli aspetti della vicenda e prospettare, se esistenti, le paventate soluzioni".

 

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