
Lamezia Terme - Non mancano gli interrogativi dopo l’ultimo Consiglio comunale, incentrato soprattutto sugli atti cosiddetti “prodromici” inerenti l’approvazione del Bilancio di previsione. Passaggio fondamentale per il prosieguo della vita amministrativa dell’Ente e, di conseguenza, di Giunta e consiliatura.
Due i principali motivi tecnici e politici alla base delle incertezze che accompagneranno le settimane che separano la “deadline” del 15 settembre. La prima è come sarà dipanata la matassa delle divergenze “interpretative” tra l’assessore al Bilancio, Sandro Zaffina e il Collegio dei revisori dei conti. La diatriba sta tutta in un “fazzoletto” di milioni per quanto attiene entità e modalità del disavanzo da risanare: 57 milioni da dover ripianare al 2022, in calo rispetto ai 62 milioni del 2021. Dati che, come abbiamo scritto nella cronaca dell’ultima seduta consiliare, sono stati evidenziati con forza dall’assessore Zaffina, il quale ha affermato che sono stati approvati dallo stesso Collegio dei revisori che oggi chiede di modificare quanto già chiuso col Consuntivo 2020 e 2021. Dunque, da qui al 15 settembre, dovrà essere chiarito questo aspetto, fermo restando che il Consiglio comunale è legittimato ad assumere ogni tipo di decisione, eventualmente anche contro il parere dei Revisori. Cosa potrebbe comportare ciò, si vedrà in avanti. Il secondo aspetto che lascia spazio a dubbi e incertezze, è quello propriamente politico ed è legato alla tenuta della maggioranza. Farà quadrato di fronte alle difficoltà? Le nette e repentorie “reprimende” a sindaco e maggioranza da parte della consigliera Annalisa Spinelli, hanno lasciato il segno ed acuito i “mal di pancia” che ancora, secondo i soliti bene informati, persistono in altri consiglieri che nei mesi scorsi hanno palesato diversità di “pensiero” rispetto all’operato dell’amministrazione. Certo, a pesare è anche l’assenza di un assessore nell’esecutivo Mascaro da oltre un anno, e le non tanto velate richieste di contare di più e colmare il vuoto con l’assegnazione della delega mancante. Tuttavia, al netto di un più che probabile “ridimensionamento” dei “richiami” dei Revisori, rimane pertanto il dato prettamente “politico” con un variegato, eterogeneo e imprevedibile quadro consiliare che tiene sulle spine il sindaco e la maggioranza. Molte e ripetute le assenze in prima convocazione che di fatto, al di là delle motivazioni che tendono a giustificarle, dimostrano un malessere serpeggiante, se è vero come è vero che oltre alla Spinelli anche altri esponenti dalla maggioranza hanno apertamente dichiarato di valutare di volta in volta come determinarsi al momento del voto. Ecco perché da qui all’approvazione del Provvisionale, non mancano i nodi tecnici e politici da sciogliere. Entrambi forse concatenati e legati dalla volontà di andare avanti o fermarsi. Sempre che non prevalgano, come spesso accade, le solite alchimie. La città è in una fase delicata e ai cittadini, qualunque sia l’esito di questa fase amministrativa, bisogna dare risposte convincenti, sia che vada avanti questa esperienza di governo, sia se si decidesse di porre fine.
A. C.
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