
Lamezia Terme - “Le divisioni politiche non possono prevalere sul futuro della città. Lancio un appello al centrodestra e al centrosinistra: Lamezia ha bisogno di un patto per il futuro, pertanto si mettano da parte le appartenenze e si restituisca speranza alle nuove generazioni”. Lo afferma Salvatore De Biase, già presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme, che spiega: “Non basta fermarsi agli annunci, servono azioni tangibili. È il momento di chiedersi che cosa vogliamo diventare come città e, soprattutto, che cosa siamo concretamente disposti a fare per riuscirci. Mi rivolgo al centrodestra e al centrosinistra, a chi oggi amministra e a chi svolge il ruolo di opposizione, ai consiglieri comunali, agli amministratori, alle associazioni, alle categorie produttive e a tutti coloro che hanno a cuore Lamezia Terme”.
“Lamezia Terme - prosegue - deve finalmente scegliere quale ruolo vuole assumere nel contesto regionale e nazionale. Abbiamo una posizione geografica strategica, un aeroporto internazionale, una stazione ferroviaria, collegamenti autostradali, un territorio agricolo e produttivo, un patrimonio storico e culturale, un litorale da valorizzare e importanti risorse umane. Eppure, queste potenzialità devono ancora essere trasformate pienamente in opportunità. Serve una visione vocazionale della città, capace di mettere insieme: urbanistica, pianificazione e sviluppo del territorio; commercio, turismo, agricoltura e attività produttive; aeroporto, trasporti e collegamenti strategici; patrimonio pubblico, cultura e identità cittadina; ambiente, acqua, sostenibilità e sicurezza; politiche sociali, sanità, scuola e servizi; innovazione, occupazione e nuove opportunità per i giovani”.
“Il Piano Strutturale Comunale, i piani attuativi, il Piano Spiaggia, il Piano del Commercio e il Piano del Traffico – aggiunge De Biase - devono diventare strumenti concreti di sviluppo, non soltanto documenti amministrativi. Una delle questioni più importanti riguarda la capacità del Comune di programmare, progettare e utilizzare le risorse disponibili. I finanziamenti annunciati per il Castello Normanno-Svevo, la scuola media Fiorentino e l’efficientamento energetico del Palazzo di Città rappresentano interventi significativi da seguire con attenzione. Così come il nuovo regolamento comunale per l’acquisizione, la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare, approvato il 23 ottobre 2026, costituisce un passaggio amministrativo da tradurre in una gestione più trasparente ed efficace dei beni pubblici. Anche l’annuncio dell’installazione di oltre 400 telecamere entro giugno 2027, destinato a interessare centro, periferie e quartieri montani, dovrà essere accompagnato da un cronoprogramma e dalla verifica della sua effettiva realizzazione. Non dobbiamo fermarci agli annunci. Dobbiamo sapere quali risorse sono state intercettate, quali finanziamenti sono stati persi, quali progetti sono stati completati, quali sono in corso e quali rischiano di non arrivare a conclusione. Soprattutto, occorre chiarire le vicende relative alle scadenze dei finanziamenti e agli interventi che avrebbero richiesto una tutela amministrativa entro dicembre 2025”.
E ancora: “Il recupero dell’evasione tributaria deve diventare una priorità. È necessario conoscere quanto viene effettivamente accertato, quanto viene riscosso e quanto rimane ancora da recuperare. Una banca dati tributaria comunale integrata, capace di incrociare le informazioni disponibili nel rispetto della normativa sulla privacy, potrebbe migliorare sensibilmente l’efficacia dei controlli. La lotta all’evasione non deve trasformarsi in una penalizzazione per chi paga regolarmente. Equità fiscale significa far pagare tutti secondo le regole, non chiedere sempre nuovi sacrifici agli stessi cittadini. Inoltre, non possiamo parlare di sviluppo mentre in alcune zone si registrano importanti dispersioni idriche, strade dissestate, collegamenti insufficienti e servizi che necessitano di maggiore efficienza. Occorre una mappa delle perdite idriche, un programma pubblico di sostituzione delle condotte più compromesse e una verifica delle risorse investite. Allo stesso modo, bisogna affrontare la sicurezza della viabilità, i collegamenti con l’aeroporto, la SS18 e l’A2, la SP73, il traffico urbano e la situazione dei parcheggi”. Ma non solo, Be Biase ricorda che “la Fiera di Sambiase, il Bastione di Malta, il Castello Normanno-Svevo, il Parco Savutano, le Terme di Caronte, la Casa della Cultura, gli archivi storici e i beni monumentali rappresentano un patrimonio da tutelare e rendere fruibile”.
“Lamezia – puntualizza De Biase -deve diventare una porta d’accesso alla Calabria e un punto di riferimento per il territorio circostante. Il progetto «Lamezia Gateway – Porta della Calabria», il Distretto turistico Riviera dei Tramonti, il marchio territoriale Lamezia, il rilancio del litorale e una nuova programmazione commerciale possono contribuire a costruire un’offerta turistica e produttiva riconoscibile. Ma servono progetti, risorse, collaborazione con gli operatori economici e una strategia di promozione continuativa. Ai giovani non possiamo continuare a offrire soltanto la prospettiva di partire. Dobbiamo creare le condizioni perché possano studiare, lavorare, investire e costruire qui il proprio futuro”.
“La macchina amministrativa - evidenzia De Biase - rappresenta una delle questioni più delicate. Non basta parlare di nuove assunzioni: bisogna conoscere il fabbisogno reale, i pensionamenti, le procedure concorsuali, le competenze mancanti e la capacità degli uffici di garantire i servizi. Nel corso della mia esperienza amministrativa ho cercato di portare all’attenzione dell’amministrazione numerose iniziative, progetti e questioni che ritenevo importanti per la città. Non mi interessa rivendicare una paternità politica sulle iniziative. Mi interessa che siano portate a termine. Le dimissioni da un incarico non devono cancellare le idee, né interrompere il percorso di proposte che possono essere utili alla comunità”.
“Per queste ragioni – continua De Biase - rivolgo una proposta concreta a tutte le forze politiche. Costruiamo un Patto civico per il futuro di Lamezia Terme, senza chiedere a nessuno di rinunciare alla propria identità politica. Propongo cinque impegni: Un’agenda condivisa delle priorità: individuare gli interventi strategici che non possono essere condizionati dai cambiamenti politici. Un dossier pubblico dei progetti: conoscere per ogni iniziativa lo stato di avanzamento, gli atti, i finanziamenti, i responsabili e le scadenze. Una verifica periodica dei risultati: aggiornare i cittadini ogni sei mesi su ciò che è stato realizzato e su ciò che resta da fare. Un piano per il rafforzamento del Comune: personale, organizzazione degli uffici, riscossione, progettazione e capacità di intercettare finanziamenti. Un patto con le nuove generazioni: coinvolgere giovani, università, scuole, associazioni e imprese nella definizione delle prospettive di sviluppo della città".
"Non si chiede di governare tutti insieme. Si chiede di riconoscere che esistono questioni che vengono prima delle appartenenze politiche. A chi oggi governa chiedo di rendere conto dei risultati, di accelerare le iniziative avviate e di dare risposte alle questioni ancora aperte. A chi oggi è all’opposizione chiedo di contribuire con proposte, competenze e un controllo serio e costruttivo, senza rinunciare al proprio ruolo. A tutti chiedo di superare la logica delle medaglie, delle rivendicazioni e delle contrapposizioni personali. Perché il futuro di Lamezia non appartiene al centrodestra, al centrosinistra o a chi oggi amministra. Appartiene ai cittadini. E soprattutto appartiene a chi verrà dopo di noi. Per Lamezia Terme. Per la sua unità. Per il futuro delle nuove generazioni”.
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