
Lamezia Terme – “Per la migliore tutela dell'interesse pubblico, anche per gli aspetti non strettamente connessi alla specifica competenza urbanistica, si evidenziano le ulteriori seguenti valutazioni, osservazioni e proposte”. È il passaggio più significativo - anche se non vincolante - del documento di valutazione del Piano strutturale comunale di Lamezia Terme e inviato in via Perugini lo scorso 29 marzo. Un parere importante e atteso, che nei giorni scorsi è stato al centro di una conferenza stampa dei partiti e dei movimenti progressisti che hanno stigmatizzato quanto “impugnato” dalla Regione, ma che tuttavia non ha provocato, al momento, alcuna reazione da parte dell'Amministrazione comunale. Il riferimento della Regione Calabria riguarda in particolare il Piano paesaggistico e quello di Protezione civile.
La Regione suggerisce di “acquisire da parte dell’Amministrazione-Autorità procedente (quindi il Comune) tutti i pareri, i nulla osta, le autorizzazioni, gli atti di assenso comunque denominati prescritti dalle vigenti normative, specificatamente quelli necessari di natura paesaggistica, sismica, geologica ed idrogeologica-idraulica, con particolare (ma non esclusivo) riferimento a quelli di seguito elencati: Parere di compatibilità paesaggistica di cui all’art 30, comma 7, lett. a) delle disposizioni normative del Qtrp, il Quadro territoriale regionale paesaggistico, approvato, con le modalità di cui al novellato art. 73, comma 4 della L.U.R. n. 19/02”. Poi, si fa riferimento al nuovo codice di Protezione civile del 2018 che “ribadisce l'importanza della pianificazione di protezione civile”, così si fa espresso riferimento alla redazione di un Psc che “individui le aree d'emergenza (ricovero e ammassamento), degli edifici strategici (Coc, Com, etc) e alla definizione dei relativi collegamenti infrastrutturali...”.
Nel Psc inviato dal Comune alla Regione, l’anno di riferimento in merito al Piano di Protezione civile è il 2012. Quindi, appare evidente il perché la Regione suggerisce al Comune di procedere con l’adeguamento. Fin qui, l'oggettività dei fatti e i contenuti più importanti di ciò che la Regione sottolinea in rosso. Detto ciò, ora bisogna capire cosa farà l'Amministrazione comunale se comunque tirerà dritta verso l'approdo del Psc in Consiglio comunale per la votazione finale, e quindi l'approvazione. Ovvero, se terrà conto di quanto “consigliato” dall'Ente regionale e magari fare aggiustamenti in “corso d'opera” e intanto comunque approvare il Psc. Il rischio altrimenti è che si possa rinviare ancora per molti mesi il varo definitivo dello strumento urbanistico cittadino, in attesa magari di affidare gli incarichi ai tecnici per la stesura di un nuovo Piano di protezione civile e completare altri adempimenti. Le prossime settimane saranno senza dubbio decisive per il Consiglio comunale, anche in virtù dell'approvazione del Consuntivo e del Bilancio di previsione.
A.C.
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