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Lamezia Terme – “Siamo sinceramente lieti di apprendere dagli organi di stampa l’uscita dal nostro movimento di Muraca, Zaffina, Bilotta e Raso. Non fosse stato per il comunicato che si sono prodigati di diffondere non ce ne saremmo mai accorti”. E’ quanto affermano in una nota gli iscritti al movimento Sovranità, in seguito al comunicato di quattro militanti che comunicavano la decisione di uscire dal movimento per una serie di motivazioni tra cui l’entrata di Forza Nuova. “I quattro, - scrivono gli iscritti - infatti, erano praticamente inattivi già da tempo, ossia dal termine della campagna elettorale e, dunque, di fatto, non più militanti. In particolare, Zaffina – continuano - era stato addirittura già allontanato da noi sul finire dell’estate scorsa in seguito alla gestione economica poco chiara di alcune attività dell'associazione che ci avevano indotto a diffidare della sua affidabilità sia come tesoriere che come persona, e fu seguito dalla sua fidanzata, la signora Raso (mai iscritta al movimento ma semplicemente una dei tanti candidati alle amministrative 2015). Mentre sul resto del gruppetto gravano, - prosegue il comunicato di Sovranità - oggi più che mai, le ombre dei sospetti relativi ai recenti falsi comunicati recapitati alla stampa sul conto del rappresentante in consiglio comunale di Sovranità, Mimmo Gianturco, nei quali, del resto, si utilizzavano gli stessi toni screditanti nei confronti della sua persona”.

“D’altra parte, - contiuano - dal comunicato si evince la meschinità delle motivazioni che hanno portato alla fuoriuscita e, quindi, non possiamo che rallegrarci per la perdita di soggetti portatori di quello che per noi è un vero e proprio male della politica: l’arrivismo. I quattro, infatti, dichiarano candidamente: “abbiamo constatato l’impossibilità di svolgere funzioni attive nel movimento politico”. Ed aggiungono, con evidente rancore, che il consigliere Gianturco non avrebbe dato loro ascolto nel prendere le decisioni. Ebbene, questo è palesemente falso per due ordini di motivi: uno perché nella riunione settimanale del movimento, il nostro consigliere comunale ci relaziona su tutte le attività che si svolgono nelle commissioni consiliari, due perché tutti quanti insieme decidiamo sul da farsi. Forse, però, - scrivono da Sovranità - loro intendevano che avrebbero voluto essere ascoltati quando durante il ballottaggio proponevano di allearsi con lo schieramento di centro-destra soltanto per ambire ad una poltrona, (che a loro parere, non si è capito bene per quale motivo, doveva andare proprio a Muraca) anche a costo di gettare al vento le promesse fatte agli elettori, le nostre battaglie, la nostra coerenza. Cosa a cui, giustamente e all'unanimità, non abbiamo dato minimamente peso. Impossibile da accettare per tutti noi sia la loro proposta di sostegno al centrodestra di Galati e Talarico, sia l'ipotesi di dare dei ruoli importanti al Muraca, non avendo lui né competenze né esperienza e neanche meriti particolari”. “Sovranità non fa politica per le poltrone – sottolineano - e mette la coerenza al primo posto, con buona pace delle loro ambizioni personali”.

“Quanto alla “fusione con il partito Forza Nuova”, è chiaro che i quattro non sanno neanche di cosa parlano ed hanno una visione della politica abbastanza limitata, di certo una prospettiva che non supera la dimensione di quartiere”. Secondo Sovranità l’adesione di Forza NUova non è stata accettata perchè alcuni esponenti di questo movimento avrebbero avuto diverbi personali con parenti di uno degli ex militant di Sovranità. “Ciò che è avvenuto è, molto semplicemente, - spiegano da Sovranità - la fuoriuscita di alcuni militanti dal movimento FN e la loro adesione al movimento ed al nostro programma per la città è la nazione. Nulla, quindi, di quanto hanno affermato può mutare minimamente il nostro percorso, anzi, il nostro programma ne esce rafforzato da un consenso più ampio”.

“Ricordiamo – scrivono - che chi milita lo fa per il bene della nostra nazione e della nostra città, e che la campagna elettorale è finita da quasi un anno, e anziché sbandierare al bar degli "amici" e su internet continuamente il numero dei voti raggiunti sarebbe meglio fare politica attiva sul territorio, così come fa il nostro leader Mimmo Gianturco, che per questo motivo da anni si sacrifica, rischiando denunce e rinunciando a facili prebende, senza pretendere ringraziamenti da nessuno: l’amore per la propria città è qualcosa di disinteressato e così dovrebbe essere anche la militanza politica”.

Secondo gli iscritti di Sovranità I quattro che hanno deciso di fuoriuscire dal movimento, l’avrebbero fatto per approdare in un nuovo partito: “Siamo certi che nel partito dove stanno per approdare troveranno, invece, tutt’altro clima e siamo dunque lieti, non solo per noi, ma anche per loro che indubbiamente saranno più a loro agio tra chi fa politica soltanto per una poltrona o per riceverne soddisfazioni personali”.

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