
Lamezia Terme - Due questioni particolarmente cruciali e delicate discusse oggi in seduta di consiglio. Tra i banchi dell'assise, giunta, maggioranza e opposizione si sono confrontati sulle problematiche inerenti i lavoratori socialmente utili del comune di Lamezia e i lavoratori della Deca. Particolarmente turbolenta la vicenda che riguarda i 13 Lsu dell'ente che, con delibera approvata dalla giunta il 14 ottobre, hanno visto la risoluzione del loro contratto a tempo determinato con il Comune e il reinserimento nel bacino regionale di appartenenza. Non meno intricata la problematica che attanaglia ormai da anni i lavoratori della Deca s.r.l., società che gestisce la depurazione della piana lametina.
Lavoratori Lsu: a dicembre discussione al Ministero per la stabilizzazione
Dopo la discussione generale avviata dai consiglieri, è l’assessore al ramo Massimiliano Carnovale a far luce sulla situazione dei lavoratori socialmente utili del comune di Lamezia e a chiarire in merito la posizione dell’ente. “Questa amministrazione dal 18 ottobre scorso ha chiesto parere al Ministero dell’Interno per la stabilizzazione dei lavoratori con un aumento delle ore – precisa Carnovale - abbiamo anche interloquito con la regione Calabria per accedere in maniera differente ai finanziamenti ma per le difficoltà che affronta il nostro Comune siamo stati tagliati fuori”. L’assessore ha così annunciato che entro metà dicembre la commissione si riunirà a Roma per discutere dell’integrazione e stabilizzazione dei lavoratori, “anche se come Giunta e città di Lamezia riteniamo che il problema sia di carattere più ampio e che la loro posizione vada affrontata in primis a livello regionale e nazionale”. “Questa situazione di precariato deve finire” ha aggiunto infine il sindaco Mascaro in segno di solidarietà ai lavoratori. “Una situazione che ormai si protrae dal 2006 e in quasi 10 anni a livello nazionale non si è stati in grado di risolvere. Il Comune esprime massima solidarietà – ha proseguito - e farà tutto ciò che è possibile per arrivare a fine di questo percorso” riferendosi poi all’emendamento di fine agosto che non ha tenuto conto del fatto che il comune di Lamezia non può rispettare i tempi medi di pagamento, facendo sì che l’emendamento stesso non trovasse applicazione. L’ordine del giorno con primo firmatario il consigliere Nicotera e votato all’unanimità dai presenti, ha chiesto infine la corresponsione economica agli Lsu di 10 ore lavorative settimanali "per poter espletare al meglio i loro compiti lavorativi e per garantire la loro più giusta ed opportuna tutela e dignità retributiva”.
Lavoratori Deca: chiesto un tavolo tecnico
Ad illustrare le problematiche affrontate quotidianamente dai lavoratori della Deca, Demetrio Caterina, amministratore unico della società che gestisce il depuratore di Lamezia. I problemi a cui far fronte ormai da tempo sono diversi, dalla mancata retribuzione ai dipendenti alle altre problematiche inerenti la gestione della piattaforma depurativa che potrebbe mettere a rischio tutte le attività che la società controlla sul territorio (con l’enel che se dovesse staccare l’energia elettrica potrebbero esserci conseguenze sul funzionamento del depuratore). Ciò che l’amministratore Caterina ha proposto in consiglio è la possibilità che la Deca non fatturi più ad Asicat ma al comune. “Qualora si operasse questa modifica – precisa – la Deca potrebbe in caso di necessità per un periodo critico come questo ricorrere al credito bancario”. A sottolineare una situazione di stallo che si protrae ormai da anni anche il dirigente provinciale Uil trasporti, Domenico Fraone. “A 5 mesi dal mio insediamento ho incontrato molte volte la Deca e insieme a loro il presidente della Multiservizi – ha precisato in merito il sindaco Mascaro – interloquendo anche con l’Eni per evitare che applicasse le misure di salvaguardia e staccasse l’energia elettrica, facendo invece applicare il “salva-impresa”. L’ordine del giorno passato all’unanimità, con primo firmatario il consigliere Mimmo Gianturco, ha chiesto così che venga istituito un tavolo tecnico per sensibilizzare sull’argomento i sindaci coinvolti, un tavolo tecnico che coinvolga anche Asicat e Multiservizi e facendo anche in modo che quest’ultima riversi le quote incassate per la depurazione.
Alessandra Renda



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