
Lamezia Terme – “Il problema fondamentale lo abbiamo superato: la città non meritava il dissesto e così è stato”. Questo quanto dichiarato dal sindaco Speranza in una conferenza stampa convocata dopo la pubblicazione delle motivazioni con cui la Corte dei Conti di Roma ha accolto il ricorso contro il dissesto presentato dal Comune. Speranza ha poi aggiunto che “sarebbe stato un peccato se una città fosse andata in dissesto perché il consiglio comunale non avesse approvato il bilancio. Questo – spiega - emerge dalla sentenza della Corte dei Conti di Roma secondo la quale non c’erano i presupposti per il dissesto perché non c’erano, da parte del Comune, né insolvenze e né incapacità di pagare i debiti. Quindi la situazione non era così grave così come era emersa ma anzi, le misure adottate dal Comune anche nei primi mesi dell’anno 2014 hanno portato la Corte a questa decisione”.
Il problema, dunque, sono le mancate entrate provenenti dal sistema tributi locale. Per ovviare a questo, sono già state pensate alcune misure annunciate dall’assessore al Bilancio Costantino che ha evidenziato “un’ accelerazione delle procedure del sistema informatico per la riscossione dei tributi, la formazione di personale e si pensa di bandire una gara per il servizio di riscossione. Se Equitalia vi parteciperà – ha aggiunto – dovrà comunque essere competitiva anche sui tempi di riscossione”. Poi il sindaco Speranza ha voluto anche chiarire che si sta pensando di portare in consiglio la discussione non tanto esclusivamente sul piano di rientro triennale ma su un piano a lungo termine, decennale. Bisognerà vedere se il consiglio comunale, su quest’ultimo punto, sarà d’accordo. Speranza comunque si dice fiducioso e sicuro del suo operato e le attenzioni ora si dovranno concentrare sulle mancate entrate dai tributi locali così come rilevato dalla Corte. “Se tutti pagano i tributi – ha concluso il Sindaco con un’affermazione che ha il sapore d’invito – tutti pagano meno". Un invito agli evasori per non rischiare situazioni come quelle rilevate dalla Corte dei Conti.
Vi.Ci.
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