Salta al contenuto principale

comune-lamezia-bianco-2017_51619_eb5a6_0feba_72e58_a9b73_25bc6_533e0.jpg

Lamezia Terme – In una lettera inviata al commissario prefettizio Giuseppe Priolo, l’ingegnere Pasquale Materazzo – che nelle scorse settimane aveva manifestato davanti al Comune insieme a un gruppo di professionisti per denunciare una condizione di stallo della macchina amministrativa – indica una serie di criticità della città. “E’ fuori dubbio che la città di Lamezia Terme stia attraversando un momento di enorme difficoltà – scrive Materazzo - come non mai nella storia degli ultimi decenni. E’ questa una affermazione che non ha bisogno di alcuna dimostrazione, basta uscire da casa per riscontrare quanto detto, strade sporche, erbacce che invadono i marciapiedi e la carreggiata, si passa solo col machete , uffici comunali deserti, telefoni che squillano invano, risposte che non arrivano anche dopo mesi, fiumi abbandonati, spazzatura che non si raccoglie, economia allo sbando”.

“Rispetto a questo quadro disastroso ma reale – aggiunge - si dovrebbe immaginare che chi ha responsabilità lavora 24 ore su 24 e non a scavalco, per tentare di risolvere , almeno qualche problema, ad iniziare dal fare rispettare la legalità, almeno nelle mura comunali. La realtà è sconvolgente, ci si rintana nel gioco del ruolo delle responsabilità, ed in questo gioco scellerato , la città soffre, i cittadini non credono più a nulla e la città diventa preda degli spregiudicati che riescono a convertire ogni cosa ai loro interessi anche illegittimi”.

“I cittadini che credono nella città, che vogliono investire nella crescita della città, vengono massacrati e scoraggiati con tanta sfrontatezza da restare basiti. Pertanto Lamezia non registra una spesa pubblica adeguata, blocca gli imprenditori locali, impedisce qualsiasi forma di flessibilità d’impresa impedendone le normali trasformazioni, non consente alcun confronto per sviscerare i nodi che ne bloccano l’azione, cosa fare? Io caparbiamente ed anche incoscientemente mi sono opposto e mi sto opponendo a questo degrado, ma inutilmente, dopotutto chi sono io, nessuno, non ho cariche pubbliche né private, non sono il Sindaco sospeso, né sono un Consigliere comunale sospeso, non sono un segretario di Partito o Sindacale, non sono nemmeno il senatore o il deputato della città, devo rassegnarmi ad entrare nel limbo cittadino. In questa gestione Commissariale io ho creduto molto, ritenevo che molte irregolarità ed illegalità dovessero cessare, il dato rilevato è che la mia visione in realtà è relativa. Il dato che colgo parlando con tutti i colleghi tecnici è che i mostri li vedono anche loro, sarà evidentemente un riverbero professionale insignificante. Certo è che se si abbandonasse la supponenza del potere per fare spazio alla cultura del sapere, la realtà si potrebbe modificare in meglio”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.