
Lamezia Terme - “Predicare bene e razzolare male, recita un noto proverbio.. A quasi due mesi dallo scoppio della grana De Sarro, ovvero dall’avviso di garanzia ricevuto dal dottor Luigi De Sarro, accusato di compravendita di voti a favore del figlio Francesco, attuale presidente del Consiglio Comunale, non solo il nostro sindaco non ha inteso spendere una sola parola per invitare “mister 1000 voti” a fare un passo indietro in attesa che la giustizia faccia il suo corso, ma ad oggi non ci risulta nemmeno che sia ufficialmente intervenuto per sanare un’altra situazione imbarazzante e tutt’altro che limpida venutasi a creare nella sua Giunta. E’ imminente, infatti, l’inizio del processo Andromeda che vedrà sul banco degli imputati gli appartenenti alla potente cosca cittadina dei Iannazzo, il cui capo indiscusso è da tempo ritenuto dagli inquirenti tale Vincenzino Iannazzo detto “Il Moretto”. Orbene, dalla stampa apprendiamo che a difendere il soggetto in questione sarà niente po’ pò di meno che l’avvocato Massimiliano Carnovale, da poche settimane vicesindaco e già assessore della Giunta Mascaro". Ad affermarlo è il Meetup 5 Stelle di Lamezia Terme, commentando la nota del circolo Sel-Sinistra Italiana di Lamezia che ha sollevato proprio oggi la questione.
“Sempre dai giornali - aggiungono - abbiamo comunque notato come il citato Carnovale sia da tempo uno degli avvocati “di fiducia” del clan che ha la sua “base operativa” nel quartiere Sambiase. Si dirà, è il suo mestiere. Vero, ma quantomeno per motivi di mera opportunità politica, quando si ricopre una carica istituzionale sarebbe il caso di accantonare momentaneamente la propria attività di legale, per di più se si opera nel ramo penale e si ha a che fare con le storiche consorterie criminali della città”.
“Così, - proseguono - se da un lato il Comune di Lamezia Terme si è giustamente costituito parte civile, assieme all’ALA (Associazione Antiracket Lamezia) e ad altri soggetti privati, dall’altra, contemporaneamente, il già assessore e neo vice-sindaco difenderà, nello stesso processo, il presunto capo clan Vincenzino Iannazzo".
“Come Meetup 5 Stelle Amici di Beppe Grillo di Lamezia Terme, - affermano - denunciamo pubblicamente questa nuova situazione a dir poco imbarazzante di cui si sta macchiando il sindaco Mascaro, a parole strenuo difensore della legalità, ma decisamente meno alla luce degli episodi incresciosi che hanno già intaccato la credibilità di parte dei suoi sostenitori in consiglio. Possibile che al primo cittadino, anche giusto per restare al di sopra di ogni possibile ed eventuale ombra, non sia venuta in mente l’idea di nominare assessore, nonché vicesindaco, un professionista non così vicino, sia pur per motivi professionali, a quella che è da decenni considerata dagli inquirenti come la più potente, ed imprenditoriale, cosca operante sul territorio? Non crediamo occorra un’intelligenza superiore alla norma per capirlo”.
“Non dimentichiamo che Lamezia - commentano - ha già vissuto l’onta di due scioglimenti comunali per infiltrazioni mafiose. Una città nella quale mafia e politica hanno spesso viaggiato a braccetto, per cui è indispensabile che chi amministra tenga gli occhi costantemente spalancati ed eviti anche qualsiasi situazione di possibile dubbio morale. Invitiamo, perciò, pubblicamente il primo cittadino Paolo Mascaro a prendere decisioni “drastiche” nei riguardi del suo vice. A Lamezia Terme - concludono - non è minimamente tollerabile che il vicesindaco in carica difenda, in un processo, il presunto capo di una delle più potenti consorterie mafiose dell’intero territorio regionale”.
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