Salta al contenuto principale

masi_744c0_face1_29a56_e7cd4.jpg

Lamezia Terme - "La mozione annunciata dal gruppo consiliare di Fratelli d'Italia non è un atto di responsabilità istituzionale, ma un’operazione politica tutta ideologica: concentrare l’intero messaggio su violenze, blocchi illegali della circolazione, danneggiamenti ai mezzi, possibili infiltrazioni della criminalità organizzata ed educazione alla legalità nelle scuole con l’unico scopo di cancellare il conflitto sociale e ridurre il disagio di intere categorie a una pura questione di ordine pubblico" è quanto si legge in una nota di Gennarino Masi Consigliere comunale PD. 

"Sgomberiamo il campo una volta per tutte da ogni strumentalizzazione: la condanna di ogni episodio di violenza, aggressione, minaccia, intimidazione o danneggiamento è per noi totale e incondizionata, così come è assoluto e fuori discussione il nostro sostegno alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine. Proprio perché rispettiamo davvero chi indossa una divisa, rifiutiamo - sottolinea - che il lavoro delle Forze dell’Ordine venga usato dalla destra come uno scudo politico e un paravento retorico dietro cui nascondere l’incapacità di dare risposte alla crisi sociale ed economica del territorio". 

"È bene ricordare, inoltre, che la vigilanza sull’ordine pubblico e sulla sicurezza non è materia da slogan o da propaganda consiliare: è disciplinata dalle leggi dello Stato e affidata alle autorità statali competenti. La Costituzione riserva allo Stato la materia dell’ordine pubblico e della sicurezza, e l’ordinamento attribuisce al prefetto la responsabilità generale dell’ordine e della sicurezza pubblica nella provincia, nell’ambito delle funzioni dell’autorità di pubblica sicurezza. Proprio per questo, da chi oggi è al governo della città ci aspetteremmo non una rappresentazione ideologica del conflitto, ma risposte concrete alle rivendicazioni di lavoratori, autotrasportatori e studenti, che pongono problemi reali e chiedono interventi seri sul piano sociale, economico e territoriale". 

"Per questo respingiamo ogni tentativo di piegare un tema così delicato a una rappresentazione politica unilaterale che finisce per confondere la doverosa repressione degli illeciti con la delegittimazione del dissenso sociale.  Il vero scandalo politico della posizione di Fratelli d’Italia non è ciò che dice contro i reati, ma tutto ciò che sceglie deliberatamente di cancellare. Parlano degli effetti della tensione sociale, ma rimuovono scientificamente le cause; parlano dei mezzi di trasporto fermi o danneggiati, ma ignorano gli esseri umani e i lavoratori che quei mezzi li guidano ogni giorno per vivere. Nel documento della destra non c’è una sola parola per gli autotrasportatori, gli autisti e i lavoratori del comparto trasporti e logistica, un settore vitale per la tenuta produttiva del territorio e per la circolazione delle merci, oggi portato all’esasperazione da criticità strutturali gravissime che richiedono risposte immediate: l’esplosione insostenibile dei costi di esercizio e dei carburanti, che divora il reddito di chi lavora e mette fuori mercato le aziende;la compressione estrema dei margini economici, ormai erosi fino a minacciare la sopravvivenza stessa delle imprese di autotrasporto e la tenuta occupazionale del comparto; la precarietà delle condizioni di sicurezza stradale, della viabilità e delle dotazioni operative, che espone quotidianamente i conducenti a rischi inaccettabili sulla strada; Gruppo Consiliare del Partito Democratico le gravi carenze della rete infrastrutturale e l’assenza di aree di sosta attrezzate, indispensabili per garantire la sicurezza dei mezzi e la qualità del riposo degli autisti; i tempi di attesa estenuanti nei poli logistici e nei nodi di carico e scarico, che scaricano sugli autotrasportatori le inefficienze della filiera, comprimendo salute, sicurezza e dignità del lavoro".  

"Ancora più inaccettabile è che, davanti a queste vertenze sacrosante, si arrivi a evocare lo spettro delle infiltrazioni della criminalità organizzata senza distinguere con nettezza tra la lotta doverosa alle cosche e il legittimo conflitto sociale, finendo per gettare un’ombra di sospetto generalizzato su lavoratori e operatori onesti che protestano alla luce del sole. La stessa miopia paternalistica emerge quando Fratelli d’Italia invoca iniziative di educazione alla legalità nelle scuole rivolte alle giovani generazioni. Gli studenti e i giovani non sono soggetti devianti da rieducare dall’alto con lezioni morali, ma cittadini che esercitano un diritto democratico e che pongono alla politica rivendicazioni serie, urgenti e rimaste senza risposta: l’effettività sostanziale del diritto allo studio e ad un’esperienza scolastica di qualità, oggi compromessa da disuguaglianze economiche e territoriali sempre più profonde; misure strutturali contro il caro-libri, il caro-studi e l’emergenza del caro-affitti, che con canoni di locazione ormai proibitivi e la cronica carenza di alloggi e posti letto accessibili per i fuori sede spezza nei fatti il diritto allo studio e pesa come un macigno sui bilanci delle famiglie un’edilizia scolastica finalmente sicura, moderna e dignitosa, dotata di spazi, laboratori e condizioni logistiche adeguate; servizi di trasporto pubblico locale efficienti, accessibili e realmente compatibili con gli orari scolastici, per smettere di penalizzare gli studenti pendolari; spazi reali di aggregazione, partecipazione democratica e protagonismo civico, insieme a prospettive formative e occupazionali concrete sul territorio, per contrastare la dispersione scolastica, il disagio giovanile e la condanna all’emigrazione forzata che svuota la nostra terra dei suoi giovani migliori". 

"A chi usa la parola «legalità» come uno slogan di partito per etichettare il dissenso, ricordiamo che la prima legalità da difendere è quella della Costituzione repubblicana, che tutela la libertà di espressione, il diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente (art. 17 Cost.) e il diritto di sciopero (art. 40 Cost.). Per questo respingiamo una lettura che trasforma ogni protesta in un problema di ordine pubblico e ogni disagio sociale in un sospetto. La legalità si difende condannando la violenza, rispettando le Forze dell’Ordine e riconoscendo il diritto di lavoratori e studenti a essere ascoltati. Chi cancella le loro ragioni non difende le istituzioni: usa le istituzioni per fare propaganda. Chi rifiuta di ascoltare il lavoro e la scuola non difende la legalità: fa solo propaganda sulla pelle di chi chiede diritti, dignità e futuro". 

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.