
Lamezia Terme - "Nelle zone servite dal serbatoio “Richetti” si sta ripetendo, ancora una volta, ciò che una città normale non dovrebbe più accettare: cali di pressione, temporanee interruzioni dell’erogazione, disagi pesantissimi per le famiglie e informazioni insufficienti su un servizio essenziale come l’acqua. La stessa SORICAL ha ammesso pubblicamente che, nelle zone servite dal serbatoio “Richetti”, “potrebbero verificarsi cali di pressione e temporanee interruzioni dell’erogazione”. Le vie interessate comprendono, tra le altre, Via del Progresso, Via della Vittoria, Via Goffredo Malaterra, Via Peronaci, Via Gioacchino Murat, Via Roberto il Guiscardo, Contrada Lagani, Via Enrico De Nicola, Via Enrico Berlinguer, Via Pietro Nenni e Via Benevento" è quanto afferma in una nota Gennarino Masi Consigliere comunale PD.
"Non siamo davanti a un fatto imprevedibile e isolato. I residenti - precisa - denunciano che si tratta dell’ennesimo episodio, dopo i gravi disagi già vissuti nei mesi scorsi. Questo significa una cosa molto semplice: il problema non è solo il guasto o il picco di consumi, ma l’assenza di una gestione all’altezza e di una comunicazione istituzionale seria, tempestiva e capillare. Il punto più grave è un altro. Diversi cittadini riferiscono che, quando l’erogazione riprende, l’acqua appare torbida. E oggi questa circostanza non può più essere liquidata come una semplice impressione, perché in una risposta diretta a un’utente SORICAL ha scritto: “Si è svuotata la condotta ed è probabile che ci siano sedimenti”.
"Questo non equivale, allo stato degli atti, a una dichiarazione ufficiale di non potabilità. Ma equivale certamente a qualcosa che politicamente e istituzionalmente pesa molto: il gestore riconosce un’anomalia compatibile con la presenza di sedimenti. Ed è precisamente qui che il silenzio diventa inaccettabile. Se ci sono segnalazioni di acqua torbida e se lo stesso gestore collega il fenomeno al probabile trascinamento di sedimenti, i cittadini hanno diritto immediato a sapere: se siano stati effettuati controlli e con quali esiti; se l’acqua possa essere usata senza rischi; quali precauzioni debbano essere adottate".
"Il gestore del servizio idrico - sottolinea Masi - deve garantire controlli di qualità dell’acqua nelle reti di distribuzione, e deve anche assicurare ai cittadini l’accesso alle informazioni inerenti alla quantità e qualità delle acque fornite. Per questo, sul serbatoio “Richetti”, non bastano più post generici o risposte occasionali sui social. Quando manca l’acqua, o quando al ripristino dell’erogazione emergono segnalazioni sulla sua torbidità, non può esistere un vuoto di comunicazione pubblica. Non è accettabile che i cittadini debbano inseguire notizie su Facebook o affidarsi al passaparola. Su un bene primario come l’acqua servono: informazioni ufficiali; aggiornamenti costanti; tempi chiari; assunzione di responsabilità. Il Sindaco, quale autorità sanitaria locale, non può restare in silenzio davanti a un disservizio idrico che incide su un bene essenziale e solleva interrogativi sulla qualità dell’acqua. Ha il dovere di garantire informazione ufficiale, presenza istituzionale e risposte tempestive ai cittadini".
"Non servono formule di circostanza. Alla luce di quanto risulta dagli atti, è necessario che Sorical, l’amministrazione comunale e i soggetti istituzionali competenti rispondano con urgenza a domande semplici e precise: qual è la causa concreta del nuovo disservizio nelle zone servite dal serbatoio Richetti; quando sarà ripristinato il servizio in modo regolare e stabile; se siano stati eseguiti controlli sulla qualità dell’acqua dopo il ripristino; se il fenomeno della torbidità e dei probabili sedimenti, riconosciuto da SORICAL in risposta a un’utente, sia stato oggetto di verifiche specifiche; perché, dopo episodi già verificatisi, non sia stato predisposto un sistema informativo più rapido ed efficace. Nelle zone servite dal serbatoio “Richetti” non manca soltanto l’acqua: mancano chiarezza, tempestività e assunzione di responsabilità. Nessuno vuole alimentare allarmismi non supportati da atti ufficiali. Ma nessuno può neppure chiedere ai cittadini di tacere davanti a rubinetti a secco, acqua segnalata come torbida e comunicazioni inadeguate. Chi governa e chi gestisce il servizio deve parlare con chiarezza, dire la verità e farlo subito. Perché su un diritto essenziale come l’acqua, il ritardo nelle risposte è già di per sé una responsabilità politica".
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