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Lamezia Terme – Pubblichiamo la nota di risposta del coordinatore provinciale Sel, Fernando Miletta, alle dichiarazione del coordinatore provinciale Azione Democratica per il PD, Domenico Giampà, in merito alle ultime vicende politiche che ha interessato il Comune e il sindaco Speranza.

“E sono tre. Uno al giorno. Dopo l’attacco all’On. Lo moro e dell’ On. Italo reale indirizzate direttamente al sindaco, ecco puntuale l’attacco di Giampà che ha in comune con gli altri due l’appartenenza alla medesima corrente di azione democratica del PD. Ma questo è certamente una coincidenza. E una coincidenza saranno gli attacchi a Gianni Speranza che si sono improvvisamente intensificati non appena lo stesso ha dichiarato di volersi candidare alle primarie del centro sinistra per la presidenza della Giunta Regionale della Calabria.

Ma andiamo nel merito degli attacchi furibondi indirizzati al sindaco della più grande città della Calabria amministrata dal centro sinistra ed eletto ben due volte con un suffragio di voti vicine al 70% di consensi di cittadini di Lamezia. Che per i nostri sarà certamente un dettaglio ma è la ragion per cui,a loro e per il rispetto dovuto a chi ha posto la fiducia al sindaco e al centro-sinistra che vogliamo doverosamente chiarire.  Situazione finanziaria. Non c’e’ stato nessun dissesto.

Le sezioni riunite della corte dei conti di Roma hanno sancito in modo clamoroso quello che la maggioranza del consiglio comunale aveva sempre sostenuto: non c’erano le ragioni perché la corte dei conti della Calabria dichiarasse il dissesto. Una sentenza definitiva e inequivocabile. Il sottoscritto,umile docente, ma credo che la cosa valga anche per i magistrati e gli avvocati, ha imparato che delle sentenze definitive si prende atto e si rispettano. Ciò vale anche per i cassazionisti extra-legge. Questa importante vittoria per la città è stato ottenuto grazie ai voti in consiglio comunale del gruppo consiliare del PD e di una “maggioranza” che arriva a soli 13 consiglieri insieme ad altri 3 consiglieri di minoranza: Francesco Grandinetti ,Mario Benincasa e Teresa Benincasa. I loro voti sono stati liberi e argomentati con una motivazione di fondo da tutti condivisa: il dissesto era un male per la città e bisognava battersi per evitarlo. Cosi è stato. Alla luce del sole e senza nessuno scambio. Successivamente, anche per iniziativa del PD si conveniva di portare a termine la consigliatura. Si concordava un programma qualificato di fine consigliatura e si conveniva poiché non vi erano i numeri a sufficienza allo scopo, “di aprire” alla proposta di Grandinetti e Mario Benincasa e con il sostegno autonomo più volte motivato della consigliera Teresa Benincasa.

Di fronte alla richiesta del consigliere Francesco Grandinetti di avere una giusta visibilità tutto il centro sinistra convergeva sulla proposta di Grandinetti a presidente del consiglio. Per favorire questo processo con gesto inusuale e generoso, il presidente del consiglio uscente Francesco Muraca si è dimesso dichiarando pubblicamente che l’eventuale accettazione della carica di vice-sindaco sarebbe sottoposta alla condivisone del suo partito,il PD. Caro Giampà, dov’è il degrado politico? Dove sono le logiche perverse? Dove sono i mancati interessi della città? Dove sono le responsabilità del sindaco? Spero che su queste ultime cose anche insieme a te, oltre naturalmente ai vertici del tuo partito,sul futuro della città e del prossimo candidato a sindaco, sul percorso futuro del centro-sinistra a Lamezia e in provincia ci sia la possibilità di discutere serenamente e senza pregiudizi.

Vedrai che dal confronto troverai anche tu tante buone ragioni perche il centro-sinistra sia orgoglioso di quello che di positivo ha fatto per questa città, per il suo futuro e per riprendere insieme un percorso comune e condiviso”.

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