
Lamezia Terme - "A distanza di poco più di due mesi dalla clamorosa conferenza stampa tenuta a Lamezia Terme dall’on. Wanda Ferro, alla presenza dello stato maggiore calabrese di Fratelli d’Italia, riteniamo necessario tornare su quelle dichiarazioni e pretendere chiarezza. Le parole pronunciate allora dalla coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia furono pesantissime: "Il rapporto di fiducia con il sindaco Mario Murone è molto compromesso". Ferro parlò inoltre di «un progressivo deterioramento del rapporto fiduciario» e della difficoltà di costruire "un confronto che sia leale, stabile, ma soprattutto un confronto trasparente". E' quanto dichiarano da Mtl in una nota che prosegue: "Ma c’è un altro passaggio fondamentale di quella conferenza stampa. Parlando dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro affermò: «Non siamo qua a ritirare le truppe». E riconobbe ai consiglieri comunali la libertà di compiere le proprie valutazioni in virtù del mandato ricevuto dai cittadini. E allora oggi MTL non chiede spiegazioni al sindaco Mario Murone. Da lui, politicamente, non ci aspettiamo più chiarimenti: abbiamo già maturato il nostro giudizio sulla estrema labilità della parola data e sulla gestione dei rapporti politici"
"La domanda la rivolgiamo direttamente all’on. Wanda Ferro. Quelle dichiarazioni valgono ancora oppure no? Il rapporto fiduciario con Mario Murone è ancora «molto compromesso» oppure improvvisamente è tornato tutto a posto? E se quelle parole non valgono più, Wanda Ferro spieghi pubblicamente ai lametini cosa sia cambiato. Perché delle due l’una: o quella conferenza stampa rappresentava realmente una posizione politica fortissima di Fratelli d’Italia nei confronti del sindaco oppure, a questo punto, dobbiamo domandarci se fosse un bluff politico, una prova muscolare utilizzata per esercitare pressione dall’esterno sulla politica lametina. E se fosse stato un bluff, sarebbe politicamente gravissimo. Parliamo delle dichiarazioni di un Sottosegretario di Stato, pronunciate pubblicamente davanti alla città e alla presenza dell’intero stato maggiore regionale del partito".
"C’è poi un precedente che rende queste domande ancora più necessarie. Quando dalla Giunta venne estromessa Giulia Bifano, indicata da Fratelli d’Italia e dall’on. Wanda Ferro, si aprì un vuoto politico e amministrativo importante. E vogliamo essere chiarissimi: Giulia Bifano è una persona garbata e perbene, che, per quanto riconosciuto anche in città, stava svolgendo con serietà il proprio ruolo all’interno della Giunta".
"Ma qual è stata la conseguenza politica della sua estromissione? Dopo mesi di vuoto su una delle deleghe più delicate dell’amministrazione, siamo arrivati alla nomina di una figura tecnica alla guida del settore economico-finanziario: una sorta di “Mario Monti” dei conti comunali, chiamata a gestire un quadro finanziario sul quale, secondo la nostra ricostruzione politica, pesa ancora oggi il pesantissimo buco economico creato dalle amministrazioni di centrosinistra fino al 2013, le cui conseguenze continuano a ricadere sulla città e sui cittadini".
E il paradosso politico è che oggi si arriva addirittura a prospettare il dissesto economico-finanziario dell’Ente, una soluzione che, se perseguita, a nostro giudizio rischierebbe di condannare Lamezia Terme a conseguenze pesantissime per anni, comprimendone capacità amministrativa, servizi e prospettive di sviluppo. E allora la domanda diventa inevitabile: Fratelli d’Italia cosa sta combinando a Lamezia Terme?
Prima viene meno la propria rappresentanza politica in un settore fondamentale, poi si apre un lungo vuoto, quindi si arriva alla soluzione tecnica e oggi ci ritroviamo persino a discutere della prospettiva più traumatica per le finanze comunali.
Sono queste le conseguenze politiche che qualcuno deve spiegare alla città. Ecco perché non chiediamo nulla al sindaco Murone. Chiediamo a Wanda Ferro di parlare. Chiediamo se conferma le parole pronunciate davanti ai lametini oppure se le ritira. Chiediamo se quella conferenza stampa rappresentasse davvero la posizione di Fratelli d’Italia oppure fosse soltanto uno strumento di pressione politica. Chiediamo soprattutto se ancora una volta il potere politico catanzarese abbia preteso di intervenire dall’esterno sugli equilibri e sulle sorti amministrative di Lamezia Terme. Perché Lamezia Terme non può continuare a essere terreno di conquista, né può essere amministrata sulla base di decisioni, pressioni ed equilibri costruiti altrove.
Lo chiediamo oggi. Lo chiederemo domani. E continueremo a chiederlo ogni giorno. Fino a quando Wanda Ferro non chiarirà pubblicamente ai cittadini di Lamezia Terme se quelle parole erano vere oppure erano soltanto un bluff politico. È una questione che riguarda il rispetto di Lamezia Terme, dei suoi cittadini e della sua autonomia politica" concludono.
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