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Lamezia Terme - Ad intervenire sul debito del servizio idrico da 14 milioni di euro con la regione Calabria, il vicepresidente del consiglio comunale Giuseppe Paladino, anche dopo le dichiarazioni in merito rilasciate dall’ex sindaco di Lamezia Gianni Speranza.

“Assistiamo preoccupati ad affannosi tentativi da parte dell'ex sindaco Speranza di rassicurazioni, ostentando tranquillità e sicurezza, sulla sparizione dal bilancio 2008 e successivi, del debito nei confronti della regione, di circa € 14.000.000,00 . Nell' era Speranza - prosegue Paladino - le amministrazioni hanno rappresentato una situazione finanziaria ben lontana dal dissesto. I dati obiettivi di riferimento affermano il contrario, sconfessando ogni tentativo di distorsione della realtà. La manovra di insabbiamento nei confronti dell'opinione pubblica è stata svelata. Il nostro comune, per l'insostenibile livello raggiunto dall'indebitamento, ha arrecato gravi ed oramai irreparabili pregiudizi di carattere economico finanziario.

Ancora oggi, come in passato - continua poi - registriamo i soliti tentativi dell'ex sindaco , di scaricare colpe e responsabilità sugli altri, incurante delle conseguenze che la sua gestione ha prodotto sul futuro della città. La città deve sapere, e chi più dell'ex Sindaco può spiegare quanto è accaduto ? La Corte dei Conti, più volte ha sollecitato le Giunte Speranza ed in particolare i suoi assessori al Bilancio, la necessità di procedere all'estinzione dei debiti pregressi. Tali sollecitazioni rimasero inascoltate tra silenzi ed omissioni. Il livello di indebitamento è stato fuori controllo, proprio per questo motivo la cassa depositi e prestiti ha rifiutato  le nostre richieste di finanziamento considerandoci Ente poco credibile.

Siamo pertanto in una situazione di piena emergenza, acuita da una crisi di liquidità senza precedente (persino il pagamento  degli stipendi agli impiegati sta diventando mese dopo mese, problematico!). Errori di valutazioni, palesi inadeguatezze ed incapacità , superficialità e ritardi nell'approccio ai problemi , logiche estranee all'efficienza ed al buon andamento dell'amministrazione , unitamente ad una naturale e fisiologica tendenza a sottovalutare ed a celare le questioni più spinose e complicate , hanno portato il nostro comune sull'orlo del tracollo economico-finanziario. Riteniamo sia giunta l'ora di individuare le responsabilità del disastro finanziario, che a questo punto mette in serio pericolo il futuro della città e delle giovani generazioni. Crediamo che l'istituzione di una commissione di indagine sulle attività delle Amministrazioni Speranza - conclude - ai sensi dell'art. 35 dello statuto comunale , non sia più rinviabile”.

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