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Lamezia Terme - Ernesto Palma, componente della Direzione provinciale PD, replica, in una nota, al Movimento Lamezia Bene Comune che, sottolinea Palma: “persiste, erroneamente, ad attaccare frontalmente il Pd, lo fa con acredine e con atteggiamento di sfida, comportamenti che non aiutano a ritrovare quella serenità necessaria per intraprendere nuovi percorsi”.

“Continuare a sparare sulla “croce rossa” non fa altro che prestare il fianco alla destra, generando equivoci  - prosegue - e anche qualche dubbio, il rischio è quello di passare come i migliori alleati del sindaco Mascaro e di favorire trasversalismi che non aiutano il centro sinistra. Un’altra parte che non ho condiviso è innanzitutto la sommatoria di inesattezze storiche, soprattutto rispetto all’autonomia di Amalia Bruni, mi consta che nei colloqui privati con i dirigenti del nostro partito si era espresso un sincero apprezzamento nei confronti della candidata presidente, successivamente abbiamo assistito a scelte diverse che hanno portato alla candidatura di Rosario Piccioni con De Magistris, ritengo e riteniamo se si cambia idea si deve spiegare perché e come, per evitare che si lascino segni indelebili, non sempre le ambizioni personali possono arrivare prima di ogni altra cosa. È bene ricordarlo, le forze politiche che in Parlamento e nelle varie istituzioni del Paese compongono la coalizione di centrosinistra si sono ritrovate coese nell’indicare la Dott.ssa Bruni quale momento di sintesi per guidare l’alleanza nelle elezioni regionali, senza pulsioni egemoniche di alcuno ma solo in virtù delle note qualità professionali e morali della candidata”.

Il PD a Lamezia e in Calabria, rimarca: “ha sostenuto con forza ed ha creduto fermamente in questa candidatura, unitamente alle altre forze del centrosinistra, perché ha la responsabilità di assolvere ad un ruolo di centralità nella coalizione, proprio per il suo ruolo culturale, sociale e politico nel Paese, questo dato non può essere banalizzato da analisi superficiali. È noto che senza il PD è impossibile costruire un’alleanza delle forze progressiste e riformiste, ritengo che non solo il movimento ma anche Rosario Piccioni, che ne rappresenta l’anima, dovrebbero saperlo che dividere la coalizione di centrosinistra non porta da nessuna parte, siamo chiamati a scrivere un’altra storia alternativa a quella di una destra estremista, sovranista ed antieuropea. Noi vogliamo spendere le nostre forze ed il nostro tempo per costruire l’unità della coalizione, essere capaci di raccontare un'altra narrazione, non possiamo e né dobbiamo rinunciare a quella storia virtuosa di Doris Lo Moro e di Gianni Speranza, che hanno permesso alle forze progressiste e riformiste di essere protagoniste di una stagione politica illuminata. Se dovessimo cedere alle ambizioni di ognuno di noi pagheremmo una colpa grandissima che graverebbe sulle nostre scelte future, se pensiamo per un attimo alla candidatura a sindaco nel 2018 di Piccioni, il risultato fu quello di incassare un risultato deludente e di favorire un ballottaggio con due candidati di destra ed alle urne, l’esito fu disastroso per la democrazia: andarono a votare solo 18.000 lametini”. 

Infine, per Palma: “il voto regionale ci conferma che 2 elettori su 3 non vanno a votare, trend che si manifesta in ogni tornata elettorale, un dato allarmante sul quale tutti dobbiamo riflettere, maggiormente Lamezia Bene Comune, è possibile che quella spinta propulsiva che il civismo e il movimentismo hanno assicurato negli anni attirando i cittadini verso le urne, si sia esaurita, è necessario, quindi, riprendere il progetto di ricostruire una coalizione ampia e coesa. Siamo consapevoli che il centrosinistra abbia perso le elezioni regionali, è un dato di fatto innegabile, come la lieve crescita del PD di Lamezia, risultato che non enfatizziamo ma che vogliamo valorizzare come dato incoraggiante da cui ripartire. Insistere poi sul paragone con la sconfitta alle elezioni regionali del 2020, mi pare un esercizio logorante ed inutile, in entrambi i casi il centrosinistra ha perso, che il Presidente venne eletto allora con il 55% e nelle ultime ha ottenuto circa il 54% non entusiasma proprio nessuno, bisogna costruire un’alternativa che può essere anche superiore al 44-45% se si trasmette un messaggio di fiducia, di speranza e di buona politica.  Per finire, sono persuaso che la prudenza tende spesso ad essere confusa con la moderazione, una virtù modesta e quasi senile, carica di paure ed incertezze che Voltaire considerava una “sciocca virtù”. Il diffidente l’utilizza come paravento per l’astuzia, l’inganno o per la simulazione o dissimulazione. La prudenza, invece, indica l’umana previdenza e oculatezza, è la virtù deliberativa per eccellenza, che aiuta a chi la pratica di discernere il bene dal male ma di prepararsi per il futuro, a partire dal presente se ha fatto tesoro degli insegnamenti del passato. Essa, quindi, è un potente antidoto alla precipitazione nell’agire, al fanatismo e all’arbitrio, è saggezza che si serve dell’elastica ragionevolezza e che fallisce solo di fronte alle debolezze del sé”.

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