
Lamezia Terme – Pubblichiamo la nota dell’avvocato Nicolino Panedigrano in merito alla questione ridimensionamento del distaccamento lametino dei Vigili del fuoco.
Panedigrano spiega che “nella bozza di riordino del Sottosegretario Bocci tutte le sedi regionali dei VVFF, anche le più piccole e poco impegnate (come Serra San Bruno, Chiaravalle, Petilia Policastro, Cutro, Siderno, Bianco per citarne alcune) ne escono in qualche modo rafforzate, mentre l'unica ad esser ridimensionata è quella di Lamezia”.
“Se poi guardiamo all'ambito provinciale, - aggiunge - è anche peggio. Il Distaccamento di Lamezia copre il 40% del territorio e della popolazione della provincia (21 comuni e 150 mila abitanti). Verrebbe da dire per nostra sfortuna, è un territorio con molte infrastrutture (aeroporto, nodo ferroviario, svincolo autostradale, la più vasta area industriale della Calabria), un’orografia complessa, seri problemi di criminalità mafiosa; discariche e impianti di lavorazione dei rifiuti; oleodotti e centrali energetiche. Tutti requisiti – prosegue - che portano gran mole di lavoro ai Vigili del Fuoco: incidenti, incendi e allarmi su autostrada, ferrovia, aeroporto, oleodotti; incendi e allagamenti nell'area industriale; incendi dolosi ed estorsivi di natura mafiosa; incendi (soprattutto boschivi), allagamenti e necessità di altri generi di soccorso sulla costa, a Lamezia e nei comuni del comprensorio”.
“Una gran mole di lavoro – continua - che ha portato il nostro Distaccamento ad essere tra i primi in Italia, dopo quelli delle metropoli, per numero di interventi in quel quinquennio 2008/2012 preso a base per pianificare il riordino. Con tutto ciò la bozza di riordino ci riduce l'organico da 36 a 32 diviso su quattro turni con 8 unità a turno invece degli attuali 9. Sembra un'inezia. Ma questo comporta che, ridotte le unità per turno a 6 a causa di ferie, malattie e riposi, non si potranno più avere come ora una squadra di pronto intervento obbligatoriamente di 5 unità e una di supporto di 2 unità”.
“Quello che brucia (è il caso di dirlo) – scrive ancora Panedigrano - è però che il restante 60% del territorio provinciale, lontanissimo da tali numeri e da una tale complessità di problemi, nella bozza di riordino viene enormemente potenziato. Oltre alla sede provinciale dove lavorano ogni giorno almeno 18 unità a turno, sono previste altre tre sedi distaccate (Soverato, Sellia Marina, Chiaravalle con altre 15 unità per turno) per un totale di sei squadre di intervento e 30/35 vigili del fuoco costantemente in servizio sul quel territorio. Eppure nel 2008 l'allora sottosegretario Minniti aveva promesso di potenziare il nostro Distaccamento proprio per la gran mole di lavoro a cui assolve. E in Parlamento – conclude - abbiamo ancora due deputati lametini che potrebbero far sentire le loro voci, una delle quali potrebbe essere fortemente incisiva, se è vero che questa bozza di riordino dovrebbe passare al vaglio di una commissione di cui fa parte l'onorevole Lo Moro. O dobbiamo aspettarci di restare per sempre con questo incendio che ci brucia dentro e ... senza più Vigili del Fuoco per poterlo spegnere?”.
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