Lamezia Terme - “In politica tutto può essere opinabile, ma pensare di raccontare i numeri dei bilanci a proprio piacimento che per legge sono sottoposti al parere di revisori conti e al vaglio della corte dei conti non è intellettualmente onesto - dichiara Vittorio Paola ex presidente della commissione bilancio”.
“Antonino Costantino - prosegue Paola - ha fatto una puntuale esamina dei numeri che nessuno è in grado di smentire perché rispondenti alla realtà e restando sempre nel merito dei numeri, la doverosa e necessaria rimodulazione del piano di rientro predisposta dall’amministrazione Mascaro e approvata dal consiglio comunale, altro non fa che contenere le mutate condizioni normative della contabilità finanziaria degli enti locali e la giusta eliminazione di quanto previsto per un’eventuale soccombenza Icom, sulla cui vicenda giustizia è stata fatto, riportando il “niente era dovuto”. Il capo gruppo De Biase, fa un tentativo maldestro scecherando un po’ di numeri e anche di competenze, che altro non sono se non un ritornello di campagna elettorale, che però adesso mostra il segno delle difficoltà nell’affrontare la realtà. Giusto per fare un esempio sulla gestione del patrimonio disponile, le cose non stanno proprio come sostiene il capogruppo De Biase. E’ stato lasciato un piano di alienazione che se ben gestito da solo copre l’esborso annuale del piano di rientro per tutta la naturale durata del mandato Mascaro. Altro che eredità disastrosa”.
“Chi sceglie di amministrare - spiega infine Vittorio Paola - non si può dolere del fatto che bisogna mandare gli avvisi di accertamento ai cittadini, o che in mancanza di trasferimenti da parte del ministero si è dovuto ricorrere all’anticipazione di cassa. I servizi obbligatori e gli stipendi dei dipendenti bisogna sempre garantirli. Ma stiamo parlando di ordinario. Nel frattempo voi, caro amico De Biase, ci avete promesso in tutte le salse qualcosa di straordinario e visto che vi siete impegnati a “sponsorizzare” cose quasi miracolose, non sarà certo l’affannarsi a paventare sempre l’ombra di un dissesto impossibile, che è stato già ampiamente smentito ab origine dall’imprimatur delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti ed in condizioni mille volte più difficili di quelle attuali”.
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