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Lamezia Terme - Di amare non si erano mai amati per davvero. Tutt'al più sopportati. Ma avevano dovuto convivere sotto lo stesso tetto per molti anni. Tanti anni. Fatti di momenti (pochi) di bonaccia e tante punzecchiature, polemiche sotto traccia, o addirittura polemiche aperte. Proprio come una coppia mal assortita, si potrebbe dire. Sì, è davvero così: Gianni Speranza sindaco e il Partito Democratico di Lamezia, insieme sotto lo stesso tetto per tanti anni di governo della città, non si sono davvero mai “presi”, mai amati e mai intensamente sono diventati una sola, unica cosa.

Del resto la politica non è il matrimonio, si potrebbe obiettare. Una cosa sono i sentimenti e una cosa è la politica. Tutto giusto e tutto corretto, per carità, ma da ieri la strana coppia Speranza-Pd è ufficialmente scoppiata. Non ce l’hanno fatta più nessuno dei due contendenti. Giunti quasi sul fino di lana (le elezioni di primavera) i promessi sposi - ma mai davvero sposi - hanno buttato la maschera e si sono detti arrivederci. Per l’addio c’è sempre tempo. Gianni Speranza azzera così la sua giunta e va al muro contro muro, o tentativo di chiarimento che dir si vuole, con le forze politiche che sostengono la maggioranza. Cioè il Pd.

Una risposta decisa alle fortissime polemiche sul caso delle collaborazioni alla fondazione che fa riferimento al politico di centrodestra Pino Galati “Calabresi nel mondo” e alle dichiarazioni del capogruppo del Pd di Lamezia, Giuseppe Petronio, e del segretario provinciale del Pd di Catanzaro, Enzo Bruno. Ma non è finita qui, perché dalle ceneri di queste polemiche riemerge tutto il non detto ufficialmente di questi anni di settori del Pd lametino contro il Sindaco. Tutto il malessere celato a fatica e a stento.

Malessere magari ritirato fuori adesso ad arte per le palesi difficoltà dello stesso Pd lametino a trovare una sintesi sui nomi dei candidati per le primarie del 22 marzo. Come che sia, la coppia è scoppiata e sarà arduo rimettere insieme i cocci, per evitare di fare al centrodestra lametino un non richiesto regalo in vista delle elezioni di maggio. A meno che…. A meno che Speranza, per non finire schiacciato dal fuoco incrociato, così come aveva già fatto in passato non tenti la carta di rinsaldare le fila della sua maggioranza, togliendosi però la soddisfazione di far sentire alta la sua voce.

F.V.

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