
Lamezia Terme - Nell’occasione del 76esimo anniversario della liberazione, il Partito Democratico, aderendo all’iniziativa lanciata dall’ANPI, invita “i cittadini a deporre un fiore sotto le lapidi che ricordano i due partigiani lametini Domenico Petruzza e Vinicio Cortese uccisi durante la guerra di liberazione”.
“Un piccolo gesto – commentano - per ricordare chi diede la propria vita e la propria libertà per combattere contro il fascismo e per dare al nostro paese un sistema politico democratico in cui venissero riconosciute e tutelate le libertà e i diritti fondamentali, un paese in cui i cittadini potessero finalmente partecipare alle decisioni, esprimersi ed associarsi liberamente. Ricordare chi, in tanti modi, decise di riscattare l’onore del nostro paese: dai ragazzi che presero la via dei monti per unirsi alle brigate partigiane, affrontando le pallottole nemiche il freddo e la fame, ai nostri militari che nella stragrande maggioranza decisero di non aderire all’RSI e di non combattere a fianco del Reich, venendo deportati e schiavizzati dai tedeschi, agli operai dei grandi centri industriali che a migliaia incrociarono le braccia per dire no al fascismo. Una secessione di massa dai progetti del regime che nonostante vent’anni di pensiero unico non era risuscito a spegnere le coscienze”.
“Un piccolo gesto – si legge ancora nella nota del Pd lametino - anche per opporsi a chi, oggi, questa storia vorrebbe spingerla verso l’oblio, in nome di un malinteso senso di riappacificazione, in cui le ragioni di chi diede la vita per la libertà e di chi combatte a fianco dei nazisti diventano indistinguibili; chi vorrebbe dimenticare i pestaggi, gli arresti, gli omicidi, l’invasione dell’Etiopia, le leggi razziali, la guerra al fianco di Hitler, la collaborazione nel deportare gli ebrei e tutte le vergogne di quel ventennio. Ma è importante non solo ricordare, ma anche riaffermare quei valori che 76 anni fa spinsero tanti italiani a scegliere di opporsi ai nazi-fascisti lottando anche oggi contro chi, ovunque nel mondo, auspica un potere autoritario che difenda le divisioni sociali e i privilegi dei potenti, specie contro chi oggi nel nostro paese vorrebbe cavalcare le paure di un ceto medio declassato per scagliarsi contro i più deboli della società”.
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