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Lamezia Terme – Pubblichiamo la nota di Cesare Pelaia in merito alla vicenda sul Psc.

“Debbo, mio malgrado, venir meno all’impegno, che mi ero imposto, di non replicare ulteriormente sulla vicenda ‘adozione Psc’ perché mi si tira per i capelli. Intervengo quindi ancora, ma solo per sottolineare come il polemico intervento di Italia Nostra confonda i ruoli. Non mi appartiene alcuna valutazione sul merito dei provvedimenti amministrativi, i cui contenuti sono decisi dagli Organi del Comune, nello specifico dal Consiglio Comunale, unico soggetto legittimato a decidere come organizzare il proprio territorio. Chi non li condivide bene fa a portare avanti con forza le proprie idee e valutazioni, ma non può a tali scopi coinvolgere chi a tali scelte non partecipa perché non ne possiede la funzione.  

Il riferimento - contenuto nel precedente intervento - alla variante alle Nta mirava solo a sottolineare la contraddittorietà del comportamento di chi in quella vicenda aveva taciuto ed oggi contesta. Nessuna valutazione di merito sulla variante, dunque, perché non mi apparterrebbe come ruolo: così come non accetto ingerenze sulle mie attribuzioni, non ne compio su quelle degli altri. Le altre argomentazioni sono parimenti non pertinenti: quando sarà il momento (dopo cioè che il Consiglio Comunale attuale, ove lo riterrà, valuterà le osservazioni presentate ed adotterà il conseguente atto finalizzato all’inoltro del Psc per l’approvazione) chi sarà all’epoca in servizio nel Comune di Lamezia trasmetterà gli atti alla Provincia nei formati previsti dalle norme. Le quali (almeno quelle citate da Italia Nostra) si riferiscono ai diversi ‘formati’ degli atti progettuali, non certo alle firme digitali. Ribadisco quindi che legittimo (oltre che trasparente, visto che di esso si sta parlando in ogni dove, a volte anche a sproposito) è l’atto con il quale il Consiglio Comunale ha adottato il progetto di Psc per come redatto dal progettista incaricato apportandovi delle modifiche ed integrazioni dal Consiglio stesso ritenute utili all’organizzazione del territorio comunale. Esse sono sbagliate? Ne risponde (politicamente) solo chi ha ritenuto di adottarle. Non é giusto coinvolgere altri soggetti, confondendo (come spesso accade) merito e legittimità dei provvedimenti. Un’ulteriore e pacata riflessione su tali aspetti credo sarebbe utile: si eviterebbero così prese di posizione e giudizi approssimativi e fuori luogo”.

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