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Lamezia Terme - Approfitta per fare il punto dell’attuale situazione politica locale il consigliere Rosario Piccioni nella conferenza stampa convocata presso la nuova sede di Sinistra Italiana di via Ubaldo de Medici. Una situazione sulla quale è calato un “silenzio assordante” secondo Piccioni, nonostante le recenti dimissioni del vice sindaco Caglioti e dell’assessore al bilancio Puteri, alle cui dichiarazioni il consigliere si rifà: “Non vedo la svolta epocale alla quale avrei voluto partecipare” avrebbe dichiarato l’ex assessore, denunciando dopo 10 mesi dall’insediamento una perdita di entusiasmo, un’insoddisfazione e un approccio politico inconciliabile con quello di Mascaro. “Apprezzo, da un punto di vista personale, che questi due membri della giunta abbiano fatto la scelta di dimettersi – dichiara Piccioni – ma da un punto di vista politico ciò dimostra un clamoroso scollamento all’interno della maggioranza".

Ciò è particolarmente grave visto il fatto che il 30 Aprile scadono i termini del bilancio preventivo 2016 e del bilancio consuntivo del 2015, argomenti che non erano neppure all’ordine del giorno nel consiglio comunale di oggi, e nonostante Mascaro abbia sempre dichiarato di voler rispettare i tempi rischiamo una diffida prefettizia: la città è ferma.” Piccioni chiede che si faccia chiarezza al più presto, nonostante il Sindaco “trincerandosi dietro una  poco conosciuta norma dello statuto”  abbia chiesto 10 giorni di tempo per decidere se accettare le dimissioni dei due membri della giunta. A ciò si aggiunge la questione ancora sospesa relativa al presunto voto di scambio che grava sull’elezione del presidente del consiglio comunale De Sarro e che, pur non coinvolgendolo in prima persona, “getta ombre” sulla seconda carica più importante dell’amministrazione lametina, e la cui discussione sarebbe stata eccessivamente e immotivatamente rinviata. “Siamo pronti ad avvalerci dell’art. 25 se non ci ascoltano a breve” dichiara espressamente Piccioni, smentendo inoltre nettamente la notizia comparsa alcuni giorni fa sulla stampa locale relativa al “ribaltone” secondo cui le forze del centro sinistra si sarebbero dichiarate disposte a passare dalla parte di Mascaro : “Resteremo doverosamente all’opposizione” – conclude il consigliere.

Referendum No Triv : Sinistra Italiana invita al voto

E’ stata incentrata sul referendum No Triv del 17 Aprile la conferenza stampa tenutasi nella nuova sede di Sinistra Italiana in via Ubaldo de Medici, cui hanno partecipato, insieme al consigliere Rosario Piccioni, la senatrice Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra Italiana e Gianmario Foti del comitato regionale No Triv, introdotti da Francesco Carnovale. Nelle ultime 72 ore di tempo che precedono l’apertura delle urne è forte l’invito al voto, a non astenersi in nessun caso da una delle più fondamentali espressioni di democrazia previste dalla Costituzione. “Dopo un lavoro cominciato il 4 Marzo, giorno in cui si è costituito il coordinamento regionale con 80 associazioni coinvolte nella realizzazione dell’obiettivo, il raggiungimento del quorum, secondo gli ultimi dati, non è così impossibile come si voleva far credere.” dichiara Foti. Questo nonostante la posizione negativa del Pd e le ultime dichiarazioni rilasciate da Napolitano, rispetto alle quali si dice preoccupata anche la De Petris.  “ E’ evidente che c’è una volontà esplicita da parte del governo a boicottare il referendum – afferma la senatrice - che si è già espressa con il rifiuto di accorparlo con le amministrative.”

Tale posizione sarebbe motivata dalla forte influenza delle lobby del petrolio nella politica di Renzi, e nella volontà dei vertici di spingere i cittadini all’astensionismo rispetto ad un voto che invece ripristinerebbe una situazione di legalità: si rischia infatti di prorogare a tempo indeterminato 31 concessioni relative ad 88 piattaforme petrolifere già esistenti, la maggior parte delle quali molto vecchie e comunque scarsamente funzionanti, capaci di produrre una percentuale assolutamente risibile del fabbisogno totale del paese (tra il 2% e il 6%) e che per lo più trivellano senza alcun guadagno da parte dello Stato. Infatti, al di sotto delle 50.000 tonnellate di petrolio estratto le compagnie non sono obbligate a pagare alcuna franchigia, e solo 9 superano questa quota, oltre la quale occorre versare il 7%di royalties.  Lo smantellamento delle piattaforme avrebbe invece un costo, e dunque converrebbe alle compagnie lasciarle lì dove sono. La De Petris invita piuttosto agli investimenti sulle energie rinnovabili, sulle quali le politiche del governo sono decisamente manchevoli, ma che in caso contrario porterebbero alle creazione di “100.000 posti di lavoro in 5 anni”, una ragione in più per motivare alla vittoria referendaria .  Per quanto riguarda la gestione locale delle operazioni di voto, Piccioni lamenta la chiusura, con scarsissimo preavviso, delle sezioni elettorali di alcune località montane del comprensorio – Telara, Serra Castagna, Cantarelle, Magolà – per le quali sarebbe stato predisposto un servizio di navette. “Tuttavia l’impedimento doveva essere  discusso e condiviso in consiglio data la gravità degli impedimenti che produce” conclude Piccioni.

Giulia De Sensi

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