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Lamezia Terme - Finisce al centro della polemica politica il primo Festival del turismo sostenibile organizzato dal Comune per le serate del 18, 19 e 20 dicembre rispettivamente su corso Numistrano, piazza 5 dicembre e Piazza Italia. A esprimere un giudizio negativo soprattutto su costi e partecipazione, il segretario cittadino del PD, Gennarino Masi, e i consiglieri comunali di opposizione Rosy Rubino e Mimmo Gianturco.

Masi (Pd): “La parola turismo non è presente nel vocabolario dell’amministrazione”

Per il segretario cittadino PD,  Gennarino Masi: “l’amministrazione comunale, dopo aver tentato avventatamente di danneggiare i commercianti di corso Nicotera con la sostituzione dei corpi luminosi della pubblica illuminazione nel periodo di Natale, ora con le vuote parate del festival del turismo sostenibile, organizzate, si fa per dire, tra il 18 al 20 Dicembre a Nicastro, Sambiase e S. Eufemia insieme a Studio 54 Network e finanziate con 50.000,00 euro di fondi della Regione e del Comune, colleziona l’ennesimo fallimento. A complemento l’amministrazione Mascaro ha dimenticato anche di convocare la conferenza dei servizi semplificata prevista dalla Legge Regionale n. 2 del 2019 e tesa alla istituzione del Distretto Turistico regionale Riviera dei Tramonti, tratto costiero Tirrenico Catanzarese, nonostante l’esplicita richiesta del presidente dell’Associazione di Promozione Sociale ‘APS Riviera dei Tramonti’, avv. Sergio Tomaino. Un fatto che dimostra ulteriormente, se ce ne fosse bisogno, come la parola ‘turismo’ non sia presente nel vocabolario dell’amministrazione guidata da Mascaro e Vaccaro ed anzi sia stata proprio bandita, cancellata”.

La Aps Riviera dei Tramonti, associazione costituita nel 2018 a Lamezia Terme, prosegue Masi: “si è fatta promotrice del riconoscimento della Riviera dei Tramonti e successivamente, ai sensi dell’art. 2, comma3, lett. a) e b) della legge regionale n. 2/2019, ha promosso la costituzione del gruppo di partenariato pubblico – privato formato da 19 comuni, enti pubblici, partner privati, che hanno approvato con regolari atti deliberativi e quindi sottoscritto il protocollo d’intesa per la delimitazione e l’istituzione del Distretto Turistico regionale Riviera dei Tramonti, individuando il comune di Lamezia Terme quale ente capofila, scelto tra i soggetti pubblici aderenti. L’intenso e faticoso lavoro preparatorio intrapreso dal presidente Tomaino dell’APS Riviera dei Tramonti, che ha coordinato le attività, rischia di essere vanificato dall’inefficienza amministrativa della giunta Mascaro-Vaccaro che da un mese e mezzo non riesce ancora a convocare la prevista conferenza di servizi. Fatti, tutti questi, che dimostrano, ancora una volta, come gli amministratori del comune di Lamezia Terme invece di elevarsi a classe dirigente di Lamezia Terme e del Lametino, valorizzando quanto le associazioni producono sul territorio, restino imprigionati negli uffici di Palazzo Maddamme, isolandosi dal contesto cittadino e intercomunale contribuendo al degrado politico e culturale della nostra città”.

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Rubino e Gianturco: “Ancora una volta amministrazione comunale inconcludente”

“Il Festival del Turismo sostenibile, finanziato con circa 50 mila euro, ha palesato tutti i limiti e l’inconcludenza dell’amministrazione comunale di Lamezia Terme che, ancora una volta, non riesce a mettere in campo un’efficace programmazione”. È quanto affermano Rosy Rubino e Mimmo Gianturco, consiglieri comunali di Lamezia Terme. Streetfood, cultura, enogastronomia, musica, i principali temi dell’evento, “sono andati in scena in Piazze desolatamente vuote. La Città dovrebbe essere risarcita per il danno arrecato - hanno evidenziato Rubino e Gianturco - . Lo sviluppo del turismo e la promozione culturale del territorio – spiegano – necessitano di una strategia precisa, mirata da una parte a suscitare l’interesse dei cittadini, non solo di Lamezia Terme, e dall’altra a creare indotto per la Città. Realizzare questi risultati a Lamezia Terme sembrerebbe un miraggio. Non si pianifica e non si costruisce nulla e ci si affida al caso e all’improvvisazione. I risultati del Festival del Turismo sostenibile certificano in maniera impietosa, drammatica e inconfutabile queste considerazioni, specchio di una realtà che pone in primo piano un’amministrazione comunale priva di una visione di sviluppo della Città”.

“Anche i tempi di realizzazione e i contenuti dei bandi – aggiungono Rubino e Gianturco - suscitano parecchie perplessità: i ritardi nella loro elaborazione e le aste andate deserte fanno parte della storia, recente e passata, dell’amministrazione Mascaro. Bisognerebbe chiedersi perché accada tutto questo. Come anche desta non poche perplessità il continuo assoggettarsi alle solite associazioni amiche. Bisognerebbe capire perché nel bando sul turismo sostenibile le associazioni sono state escluse. Inoltre, non è la prima volta che un bando sul turismo presenti limiti evidenti: era accaduto questa estate con il flop del bando che riguardava l’animazione del litorale, ma anche con l’asta, recentemente andata deserta, sulle luminarie. L’Assessore Vaccaro ne prenda atto e si determini di conseguenza. Come anche l’assessore alla cultura Gargano comprenda che la cultura deve generare indotto per il territorio e non solo propaganda. Pertanto, l’opposizione per essere costruttiva ha il dovere di segnalare questi continui passi falsi dell’amministrazione comunale e non essere accondiscendente e complice di una cattiva gestione della cosa pubblica. I risultati - concludono - sono sotto gli occhi di tutti. I cittadini hanno da tempo preso atto che in queste condizioni non è più possibile andare avanti”.

Piccioni: "C’è stato un festival del turismo a Lamezia? Piazze vuote e zero organizzazione"

"C’è stato “un festival regionale” nei giorni scorsi a Lamezia? È la domanda che si stanno ponendo tutti a Lamezia. Ebbene sì: c'è stato e con un finanziamento di oltre 50.000 euro!". Sulla questione è intervenuto anche Rosario Piccioni, consigliere comunale 'Lamezia Bene Comune'. "Non stiamo parlando di “due lire” o delle poche migliaia di euro - prosegue Piccioni - con cui tante associazioni locali, autofinanziandosi e a prezzo di grandi sacrifici, portano avanti attività e iniziative pregevoli e curate nei minimi dettagli: ribadisco stiamo parlando di oltre 50.000 euro. Nonostante un budget significativo, finanziato con fondi regionali, il festival del turismo sostenibile a Lamezia è stato un evidente e clamoroso flop sotto tutti i punti di vista. Basti parlare con la stragrande maggioranza dei cittadini lametini, che daranno tutti la stessa risposta: tutti risponderanno di non essere a conoscenza di un “festival del turismo sostenibile”, né prima dello svolgimento dell’evento né ad evento concluso. E la responsabilità, sia ben chiaro, non è certo delle associazioni, degli artisti e degli altri soggetti coinvolti, che hanno dato sicuramente il loro qualificato contributo. La responsabilità è tutta dell’amministrazione Mascaro che solo dieci giorni prima dell’inizio del festival ha concluso tutte le procedure amministrative, determinando rallentamenti, totale assenza di comunicazione e promozione, silenzio assoluto  in città.  A meno che l'amministrazione Mascaro non sia così fuori dal mondo da pensare che basti qualche post sui social per comunicare a un largo pubblico un evento che avrebbe dovuto essere di richiamo regionale. Per tre serate lo stesso copione: passanti che, per puro caso, si sono ritrovati di fronte alla programmazione radiofonica in diretta, senza sapere nulla.  Praticamente organizzazione pari a zero, con un ritorno in termini di visibilità per la città e di sostegno alle attività economiche locali pari a zero. Verrebbe da domandarsi: si è trattato di un festival o di un evento estemporaneo organizzato “alla meno peggio”? Possibile che, di fronte alla possibilità di un evento regionale, l’amministrazione Mascaro si sia ridotta all’ultimo momento, con un contraccolpo inevitabilmente negativo su tutto l’evento? Più che un festival di richiamo regionale, quale avrebbe dovuto essere da bando, ci è sembrata una sorta di operazione “rattoppo” all’ultimo momento per non perdere fondi che altrimenti sarebbero tornati indietro. Ancora una volta emerge chiaramente l’inadeguatezza dell’amministrazione Mascaro che, quando non può “scaricare” colpe sugli altri né prendersi meriti non suoi, dà prova di assenza di programmazione e pressapochismo. Del resto questa triste pagina va ad aggiungersi a quelle altrettanto buie delle luminarie e degli altri eventi natalizi organizzati direttamente dall'amministrazione comunale a guida Mascaro".

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