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Lamezia Terme  – Prima seduta di consiglio in veste da presidente per Giuseppe Paladino, che in assenza di Francesco De Sarro, essendo stato eletto vice, prende le redini della seduta, ma è già subito discussione aperta e scontro sul secondo punto all’ordine del giorno. L’oggetto è la proposta di deliberazione in merito alla sdemanializzazione e successiva vendita e alienazione ai privati di due tratti di strada comunali, “Rito” e “Nicastro-Maida” ormai dismessi. Le prime perplessità, mostrate già a giugno dal consigliere Piccioni quando la pratica è stata proposta, trovano concordi anche Chirumbolo e l’Udc tra i banchi della maggioranza. Dopo aver sottolineato una questione di metodologia di discussione delle pratiche non idonea, che ha portato questa ad essere discussa subito rispetto ad altre proposte in precedenza ma che  non vedono ancora la luce in aula, il consigliere Piccioni si è focalizzato su un aspetto politico-strategico. “Non vorrei che per assecondare istanze di privati, ci priviamo di una corsia che tra due anni potrebbe divenire strategica non solo per la città, ma per tutta la Regione”. L’idea del consigliere Piccioni, è che in particolare uno dei due tratti, una strada interna, potrebbe divenire corsia privilegiata nell’ottica della consegna del nuovo palazzetto dello sport, che ancora non ha in attivo un vero e proprio piano di viabilità.  “Attualmente – precisa Piccioni – si arriva al cantiere solo attraverso la complanare dei Due Mari che in futuro potrebbe non garantire più uno sbocco. Che senso ha cederla oggi magari per 40 mila euro quando a breve si dovrà fare un esproprio per riaverla?”. Piccioni chiede così che la pratica venga maggiormente approfondita prima di essere messa al voto. Dello stesso parere anche Nicotera e lo stesso Chirumbolo della maggioranza, anche se quest’ultimo, in commissione lavori, aveva espresso parere favorevole. Nicotera, propone inoltre che venga istituito un registro sulla cronologia delle pratiche presentate, proposta accolta anche dai consiglieri Pasqualino Ruberto e Mimmo Gianturco.

“Quella stradina di campagna che dovrebbe servire come sbocco al palazzetto, ormai occupata dai privati e in seguito anche a sopralluoghi tecnici, è appurato che non serva a nulla” aggiunge poi Francesco Ruberto. Una sospensione della seduta per discutere sugli aspetti tecnici della pratica, porta poi la maggioranza a dichiararsi nuovamente favorevole alla sdemanializzazione. “Si tratta di una strada che non esiste nemmeno più materialmente – ci tiene a precisare l’assessore Puteri – non è mai stata oggetto di manutenzione e non ha senso mantenerla perché diventi un ricettacolo di rifiuti, tenendo conto anche del fatto che si darebbe luogo ad una strada adiacente a quella già esistente in via del Progresso”. “Non c’è problema di merito né di metodo – chiarisce in conclusione il sindaco Mascaro, che informa di aver chiesto, al momento del suo insediamento, un elenco completo delle pratiche di sdemanializzazione con relazioni trimestrali. “C’erano pratiche presentate nel 2007 ma con istruttoria prevista nell’anno 2014 – aggiunge – dopo sette anni la prima cosa da fare era chiedersi se persisteva ancora l’interesse di chi aveva presentato l’istanza”. Sulla sdemanializzazione invece asserisce: “il problema della viabilità legata al palazzetto non può essere riconducibile ad una stradina. Insisto perché si vada avanti affinchè la città si muova dopo un decennio da dimenticare, soprattutto in materia di sdemanializzazione”. La proposta passa con 12 voti favorevoli, 7 astenuti e 2 contrari. Tra i voti favorevoli, quello del consigliere Chirumbolo, che dopo aver espresso parere negativo ed essersi riunito con la maggioranza per una breve sospensione dei lavori, vota a favore della sdemanializzazione. “Mi complimento con i consiglieri che dopo approfondimenti e relazioni tecniche avevano espresso parere favorevole in commissione – ha precisato Mascaro dopo il primo “no” di Chirumbolo – ma c’è chi, quando quando poi arriva in consiglio comunale davanti alla stampa cambia opinione”. 

Alessandra Renda

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