
Lamezia Terme - Sulle possibili conseguenze relative all’annullamento delle due delibere adottate dal Comune in materia di Imu ed Irpef da parte del Consiglio di Stato abbiamo chiesto un parere al professor Ettore Jorio che ha seguito la vicenda per il Comune sia in precedenza, quando si trattò di vincere e scongiurare il dissesto dell’Ente davanti le sezioni riunite della Corte dei Conti di Roma, che successivamente con i due ricorsi al Consiglio di Stato.
Professor Jorio, quali sono le conseguenze alla luce di questi due pronunciamenti?
“Tutto ciò che è stato pagato dai cittadini, in relazione a quelle delibere, deve essere ora restituito dal Comune ai cittadini. Questi ultimi hanno maturato la ragione di credito relativamente ai tributi eventualmente sopportati a seguito delle due delibere annullate definitivamente dal Consiglio di Stato”.
C’è una relazione o conseguenza tra l’annullamento di queste due delibere e il precedente pronunciamento delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti in materia di dissesto?
“Assolutamente no. Le Sezioni riunite della Corte dei Conti in composizione specialeavevano ritenuto di condividere il piano di risanamento triennale elaborato dal comune di Lamezia Terme ex articolo 193 e 194 del Tuel al netto delle delibere impugnate avanti al Tar di Catanzaro. Conseguentemente, il definitivo annullamento delle delibere sancito dal Consiglio di Stato non inficia la bontà della soluzione a suo tempo individuata dal Comune lametino e promossa a pieni voti dalle sezioni riunite della Corte dei Conti. Ovviamente, sarebbe logico che il Comune di Lamezia aderisse al piano di riequilibro decennale elaborando un piano che tenga conto delle facilitazioni finanziarie concesse dal decreto legge 35/2013 e dal dl 66/2014, quest’ultimo riferito ai crediti vantati dalle imprese a tutto il 31 dicembre 2013”.
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