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Lamezia Terme - Nella seduta in seconda convocazione del Consiglio Comunale sull’approvazione del PSC  viene raggiunto il numero legale con 15 presenti e 16 assenti. A prendere la parola all’inizio è stato il consigliere Chirumbolo, che ha annunciato la decisione di lasciare Forza Italia abbandonando anche il ruolo di capogruppo per seguire il progetto di “Alleanza Popolare per Lamezia”, una nuova forza civica che dovrebbe, secondo il Consigliere, “alleare tutte le forze sane della città”. Chirumbolo ha ringraziato per l’adesione all’alleanza i partiti Fratelli d’Italia, Forza Nuova, il senatore Nico D’Ascola che favorisce il sostegno a questa nuova forza politica con l’appoggio di Nicola Quagliariello. Il consigliere Massimo Cristiano ha invece proposto poi un minuto di raccoglimento in onore dei martiri delle Foibe cui il sindaco Speranza ha voluto aggiungere anche le vittime del Mediterraneo mentre la consigliera d’opposizione Caterina Caruso ha voluto si ricordasse la morte di un bambino di soli tredici anni per leucemia fulminante all’ospedale di Lamezia Terme, fatto di cronaca recente.

Alle 15:27, il presidente Grandinetti ha indetto la riunione dei Capi Gruppo che si è conclusa alle 16:15. Grandinetti ha annunciato, al termine della riunione, che si è stabilito di portare avanti in maniera organica tutto quel che concerne il Psc e che entro lunedì mattina a mezzogiorno saranno presentati gli emendamenti raggruppandoli ed organizzandoli in modo tale da evitare di votarli due volte. Il lunedì pomeriggio, gli uffici tecnico-amministrativi stabiliranno poi la validità dei suddetti emendamenti. Per martedì pomeriggio è stata quindi fissata una nuova seduta di Consiglio sugli emendamenti presentati per poi passare alle manifestazioni d’interesse che saranno trattate una per una.

La consigliere Benincasa ha preso poi la parola chiedendo che venga precisato quali siano le appartenenze di ciascun consigliere rispetto ai gruppi. Il presidente Grandinetti ha risposto di aver inviato lettere per invitare a chiarire la propria posizione entro tre giorni ai consiglieri Chirillo, De Biase, Ruberto, Tedesco e Chirumbolo (il quale si è espresso a proposito in principio di seduta, ndr). E laddove non dovesse giungere comunicazione tempestiva saranno inseriti nel gruppo misto. Chirillo è poi intervenuto per capire se questi nuovi emendamenti vogliano cambiare il maxi emendamento e si è chiesto se sia il caso di procedere o se non ci siano più i termini. Il Presidente ha spiegato che per passare alle manifestazioni d’interesse è “assolutamente necessario rivedere gli emendamenti uno ad uno”. Cristiano ha, invece, posto l’interrogativo sull’assenza di Crocioni.

Subito dopo ha preso la parola Speranza che ha spiegato di aver telefonato a Crocioni il quale, in una lettera, avrebbe espresso la volontà di dimettersi ma l’Amministrazione ha tempestivamente cercato di impegnarsi perché recedesse. “Quindi Crocioni non si è dimesso - afferma Speranza - e dice di essere disponibile a continuare a lavorare sul PSC con il consiglio, e anche se assente ha inviato i propri collaboratori, gli architetti Santoro e Ruberto.” De Biase ha affermato come a questo punto sia “necessario che tutti i consiglieri ricevano la lettera di dimissioni di Crocioni” e non ha apprezzato la sua assenza continuativa dall’aula. Si è chiesto, inoltre, come possa Crocioni “studiare la proposta da rivolgere alla città senza vedere gli emendamenti.” Il presidente Grandinetti ha replicato che Crocioni ha dato la propria disponibilità a partecipare qualora venga chiamato, cosa che non si può fare se le decisioni del consiglio vengono continuamente procrastinate. Anche Chirumbolo ha lamentato l’assenza di Crocioni, e si è chiesto “come mai il suo ruolo non sia stato dato a qualcuno del posto che conosca meglio il territorio”.  In particolare, ha poi manifestato delle perplessità sul piano presentato, che conterrebbe “eccessive precauzioni antisismiche” ma di contro “non prevede un’altezza massima per le costruzioni”. “Non so se abbiamo i tempi ormai - continua - per rivedere un piano strutturale che deve essere sottoposto a nuova discussione da una giunta che ha deciso di procrastinare la decisione. Converrebbe rifare il lavoro con la nuova amministrazione affidando il piano a un tecnico locale”. Chirillo aggiunge che “a distanza di sette anni non aver portato a conclusione il PSC è un fallimento e riuscirci in soli due mesi è difficile. Si rischia di fare confusione: l’attenzione sarà rivolta a finalità politiche ed elettorali. Deve essere un impegno della prossima Amministrazione”.

Paola ha poi preso la parola sottolineando: “ricordo l’abbandono dell’aula da parte dell’opposizione in una seduta in cui Crocioni era presente. Ricordo dell’atto preliminare di approvazione del Psc con 19 voti e nessun contrario, con Chirillo che appoggiava la validità della proposta. E un secondo atto in cui 17 consiglieri hanno approvato il maxi emendamento andando verso l’approvazione finale del PSC. La proposta di Crocioni andrebbe lasciata così come approvata dalla Giunta, ma questo non si può fare per via delle mutate condizioni economiche e urbanistiche. Ma il Piano non va stravolto con l’approvazione di altri emendamenti ad un progetto già ampiamente condiviso”. E su quanto affermato da Chirumbolo controbatte: “le altezze dei fabbricati sono state definite: vada a rileggere il piano.” La parola è andata alla consigliere Caruso che ha affermato di non trovare “giusto che il PSC venga approvato a ridosso delle elezioni comunali. Molte contraddizioni sono state riscontrate con il quadro territoriale regionale. il PSC dovrebbe occuparsi del recupero urbano. Non accetto che neppure un singolo emendamento venga approvato, senza la presenza e il giudizio di Crocioni o dei suoi diretti collaboratori”. Benincasa dice in conclusione : “La partita richiede chiarezza da parte della maggioranza. Bisogna capire chi è ancora a favore di quel maxi emendamento”.

Speranza, infine, ha affermato: “sono turbato che un avvocato - parlando di Chirumbolo -  dica che l’Amministrazione ha scelto Crocioni come progettista. C’è stato un bando ed è stato vinto dal Prof. Crocioni. Il rapporto del progettista con il Comune sussiste se il contratto e gli obblighi vengono rispettati. Sono frequenti i contenziosi e non vogliamo che succeda anche a Lamezia. Il mio sforzo è stato quello di continuare a lavorare insieme. Il Piano avrà una paternità, perché Crocioni può ancora assicurarla. Usciamo dalla logica delle campagne elettorali. Il PSC ci darà un vantaggio su altre città che ancora non l’hanno varato. E’ un’occasione che la città non può perdere.”

G.D.S.

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