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Lamezia Terme – Si è discusso di “Responsabilità professionale e futuro dei medici del servizio sanitario nazionale” questa sera presso l’aula formazione dell’ospedale di Lamezia Terme. Un convegno in cui si è toccato il tema della responsabilità medica sotto vari punti di vista e che indubbiamente trascinano ad una ulteriore riflessione: il ruolo del medico. Hanno partecipato al tavolo, moderato da Ivan Potente del sindacato Cgil di Catanzaro, l’onorevole Enzo Ciconte – nonché presidente del Consiglio dell’Ordine dei medici di Catanzaro, Giuseppe Perri – dirigente generale dell’azienda sanitaria provinciale, l’avvocato Gasparro e Bruno Talarico – segretario generale della Fp Cgil Catanzaro.

Parecchie sono state, secondo il racconto del dottor Perri, le iniziative di formazione tenute in questa sede e che hanno portato a vari percorsi d’istituzionalizzazione. “Bisogna avere riguardo alle competenze disciplinari dei dirigenti perché è un tema troppo spesso sottovalutato” ha affermato Perri. Molte le interlocuzioni ufficiali attraverso cui indirizzare percorsi nuovi all’interno dell’azienda sanitaria, percorsi che si interfacciano con le problematiche interne ed esterne, dunque anche con i cittadini. Perri ha rimarcato però alcuni problemi di comunicazione che “se non risolti non aiutano a decollare”. Si auspica in un atteggiamento da parte della struttura commissariale, che non sia di chiusura: “È necessario intervenire in maniera preventiva” ha concluso Perri.

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Non ha mancato di negatività anche il discorso dell’onorevole Ciconte in fatto di commissariamento. “Se i dati sulla mobilità passiva sono veri – si conta una spesa di 162.000.00 all’anno – ci troviamo in grande difficoltà in questa regione” ha commentato Ciconte. “A quanto pare gli sprechi continuano ad aumentare. Sarebbe il caso di evitare la realizzazione di tre pronti soccorsi ultra specialistici qualora si voglia pensare ad un’azienda unica senza sprechi”. Quanto al piano di rientro, secondo Ciconte, “non risulta basato su norme ma solo su questioni di mera amicizia personale”.

E quando si parla di responsabilità medica non si può fare a meno di parlare di depenalizzazione, accingendosi a toccare tasti del diritto penale e costituzionale. “Il Governo non può non capire che siamo vicini alla medicina difensiva per non incorrere in problemi penali” ha spiegato ancora Ciconte.

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La riflessione che la Cgil medici di Catanzaro da molto tempo cerca di portare avanti ha a che fare sulla decadenza del ruolo sociale del medico. Responsabilità e ruolo s’intrecciano alla perfezione con la professione del medico. Secondo Ivan Potente “Quando si rivendica questo ruolo emergono passaggi positivi ma soprattutto negativi, la causa è la disaffezione della società nei confronti del medico”.

Quando si guarda al ruolo del medico si deve vedere anche l’aspetto etico e dunque come dice l’avvocato Gasparro è necessario affrontare questo discorso partendo da un altro discorso ancora, quello culturale tenendo conto degli aspetti deontologici. “Il ruolo del medico è stato svuotato, il ruolo che è il quadro in cui si esplica la professione sanitaria tout court è stato dimenticato. Dobbiamo partire da noi stessi affinché possiamo riconoscerlo in pieno. A volte non conosciamo la casa in cui viviamo. L’estrinsecazione della personalità dell’individuo è il lavoro, dobbiamo essere orgogliosi di ciò che facciamo e dare vita all’art 32 della Costituzione – diritto alla salute, il cui testo è stato copiato dall’OMS, e capire che da ciò parte un principio di libertà e di dignità umana che non possiamo fare a meno di attuare”.

V.D.

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