
Catanzaro - Dopo la richiesta di verifica in 16 sezioni sulle presunte irregolarità nelle scorse elezioni comunali, a seguito dell’udienza di ieri, il Tar ha emesso l'ordinanza con cui ha confermato la validità e correttezza del metodo di verifica sviluppato dalla Prefettura di Catanzaro, concedendo all'organo verificatore la proroga del termine di conclusione delle verifiche e fissando l'udienza per la definitiva discussione del ricorso al 6 aprile 2016. A seguito del l'ordinanza del 13 novembre scorso, con cui il Tar Catanzaro, ha accolto la richiesta dei 4 ricorrenti Nicola Mastroianni, Giovanni Tedesco, Francesco Chirillo e Giovanni Talarico, difesi dall'avvocato Francesco Pitaro, ha ammesso la verifica in 16 sezioni elettorali. La Prefettura di Catanzaro ha fissato l'incontro preliminare nel corso del quale ha esposto il metodo di verifica sviluppato.
Nel corso dell’incontro i consiglieri comunali controinteressati, ossia quelli eletti che si sono costituiti contro il ricorso, ne hanno contestato il metodo mentre i ricorrenti, per il tramite del loro procuratore, hanno ritenuto corretto e valido il metodo sviluppato dalla Prefettura, ritenendolo coerente con l'ordinanza del Tar e con le finalità di verifica. Alla luce della contestazione mossa dai controinteressati, l'organo verificatore/Prefettura di Catanzaro ha così chiesto al Tar di esprimersi sulla correttezza del metodo sviluppato e chiesto, non avendo ancora avviato la verifica, la proroga del termine per la conclusione delle verifiche. Il Tar ha invece confermato la validità e correttezza del metodo di verifica sviluppato dalla prefettura di Catanzaro con definitiva discussione del ricorso al 6 aprile 2016. I candidati avevano infatti denunciato “gravissime e invalidanti anomalie sostanziali, risultanti dall'analisi dei verbali di sezione, che hanno alterato il risultato elettorale e leso la libertà di voto”, ed hanno chiesto il rinnovo delle operazioni elettorali. I ricorrenti, tramite l’avvocato Francesco Pitaro, hanno anche chiesto al Tar la trasmissione del fascicolo alla Procura della Repubblica.
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